parrocchia - celebrazioni - omelie - cattedra - oratorio - gruppi - come albero - preti - blog - link
 
 
Come albero   

  notiziario mensile parrocchiale

GENNAIO 2012


UN DONO

Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:

tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo, per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo, per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

POESIA DEI NATIVI AMERICANI


 

AUGURI

Si rincorrono in queste prime settimane del nuovo anno gli AUGURI. È questo un modo per dire alle persone che ci sono care il nostro desiderio che i giorni del nuovo anno siano portatori di ogni bene. Il domani ci appare spesso carico di incognite se non addirtittura di pericoli e difficoltà: ecco allora gli auguri che tentano di allontanare l’inquietudine che ci prende di fronte al futuro. Augurare è quindi un bel modo per dire: non temere, nei giorni del nuovo anno io sarò vicino a te, potrai contare su di me, non ti abbandonerò. Ho pensato, allora, di formulare i miei auguri, riprendendo in parte parole che ho pronunciato nelle vostre case visitandole prima di Natale.
Procedo senza un ordine preciso, lasciandomi guidare dalle emozioni e dai ricordi.
Il primo augurio lo rivolgo alla nostra piazza Bernini, cuore della nostra parrocchia. Cara piazza, da troppo tempo giaci in uno stato vergognoso di abbandono. Sono passati ormai quasi quattro anni da quando, nottetempo, alcuni dei tuoi alberi furono tagliati per dare inizio ai lavori di costruzione del parcheggio sotterraneo. Ancora aspettiamo.
Circa un anno fa si presentò a me un signore incaricato della Ditta appaltatrice dei lavori che mi ingiungeva di togliere le cassette di verde e fiori poste per nascondere i tubi di recinzione del piccolo sagrato, i lavori di scavo stavano infatti per iniziare. È trascorso un anno e non c’è ombra di scavo... Due volte ci siamo rivolti all’Amministrazione comunale ricevendo, una sola volta, risposta evasiva. Auguri, piazza Bernini.

Il secondo augurio è per l’intera nostra comunità. Sfogliando i registri dei battesimi costato che nel 2011 abbiamo accolto nella comunità con il battesimo 68 bimbi, dieci in meno rispetto al 2010. Nel 2009 92 e 84 nel 2008. Un piccolo segnale di quel vasto e preoccupante fenomeno di diminuzione delle nascite che segna il nostro Paese? Purtroppo non disponiamo del numeri delle nascite nel territorio della parrocchia ma certo il calo dei battesimi è ovvia conseguenza del calo delle nascite. È possibile però che il calo dei battesimi sia anche indizio di un diverso modo, rispetto al passato, di considerare questo sacramento. In passato almeno due ragioni portavano al battesimo nei primissimi giorni di vita. L’alta mortalità infantile oggi fortunatamente quasi completamente debellata nei nostri Paesi e la persuasione che si dovesse al più presto cancellare con il battesimo quella colpa d’origine che come figli di Adamo ci segnerebbe tutti.
Oggi, cadute le ragioni sanitarie e diventato problematico il senso di una colpa che mi segna senza alcuna mia responsabilità, ecco che il battesimo viene differito nel tempo fino a dimenticarsene. Aggiungo che per alcuni il battesimo conferito ad un bimbo che non è in grado di intendere e volere sarebbe una violazione della sua libertà. Meglio attendere il tempo di una libera scelta. Non entro qui nel merito: lo faccio ogni volta che visito le famiglie per preparare il battesimo.
Qui due auguri: che l’orizzonte si rischiari e vengano meno le apprensioni che oggi rendono difficile la scelta di trasmettere la vita e che la nascita di un figlio sia accompagnata dal gesto dell’affidamento a Dio. Mi emoziono quando al momento del battesimo la mamma mi mette sulle braccia la sua creatura. Forse pensa: speriamo non lo faccia cadere perché il parroco non è certo esperto di bimbi…
E io penso: i genitori non affidano la loro creatura al primo che passa per strada… affidandolo a me per il battesimo lo affidano all’infinita tenerezza di Dio nostro Padre, Padre di tutti.
Auguri a tutti i bimbi nati nel 2011 e ai battezzati nella nostra chiesa.

Un terzo augurio a quei luoghi di lavoro che, complice la crisi, rischiano di dover chiudere. Non sono pochi nel nostro territorio. Ricordo alcuni tra i non pochi casi incontrati nella visita natalizia: uno studio di architettura, uno di informatica, due laboratori di restauro e una maglieria. Entro volentieri nei luoghi di lavoro presenti nella nostra parrocchia: trovo quasi sempre giovani disponibili e contenti di accogliere il prete. In quei casi invento sui due piedi una preghiera che dia voce alle preoccupazioni per il lavoro e sostenga le incertezze per il futuro. Ancora un augurio a Ferdinando e a quanti, non sono pochi, lottano contro forme diverse di malattia. In qualche caso è la persona stessa che, indicando la caduta dei capelli, allude alla chemioterapia che sta praticando.

Auguri a Pietro e Doralice, Mattia e Silvia, Cosimo e Rosaria, Claudio e Silvia, Toti e Elena, Alberto e Plamena, Luca e Silvia ma dovrei qui elencare almeno 48 coppie, quelle che in questo anno si sono preparate al matrimonio nella nostra parrocchia. Vi confesso che nel corso delle otto serate del percorso di preparazione, ascoltando questi giovani, guardandoli negli occhi, mi sembra impossibile che, come attestano le statistiche, più della metà dei matrimoni vada incontro al fallimento. Eppure… Auguro a questi giovani sposi di pensare e decidere sempre al plurale: non ‘Io ho deciso…” ma “Noi abbiamo deciso…”. Solo un dialogo tenace frutto di stima reciproca può aiutare ad affrontare le sfide che la vita, il lavoro, i figli inesorabilmente mettono avanti. Incontro qualcuna di queste giovani coppie la domenica per la messa, magari spingendo una carrozzina e allora l’augurio diventa benedizione. Quella benedizione che noi preti abbiamo avuto la gioia di portare nelle vostre case e che ora vorrei qui rinnovare. Nel primo giorno del mondo, leggiamo nella Bibbia, Dio benedisse il cielo e il mare, le stelle e gli animali, tutto… Ma perché benedire? Non erano già realtà buone e benedette uscite dalle sue mani creatrici? La benedizione di Dio non conferisce bontà e bellezza a cose e persone che ne mancherebbero, no la benedizione manifesta la bontà e la bellezza di tutte le cose perché create, volute dall’amore del Creatore. La benedizione è uno sguardo inguaribilmente positivo per ogni cosa e ogni uomo e donna. Nonostante tutto.

L’augurio mio, di don Paolo, don Alberto e don Giorgio diventa allora benedizione: i giorni del nuovo anno SONO nelle mani di Dio, segnati dalla sua Presenza, abitati dalla sua benevolenza. Accogliamoli e viviamoli con gratitudine e coraggio.

don Giuseppe


 

 


NATALE IN TEMPO DI CRISI
omelia di don Giuseppe nella S. Messa nella Notte di Natale
domenica 25 dicembre 2011
(Is 2,1-5; Gal 4,4-6; Gv 1,1-14)



IN CAMMINO VERSO...
omelia di don Giuseppe nella Solennità dell’Epifania del Signore
venerdì 6 gennaio 2012
(Is 60,1-6; Tt 2,11-3,2; Mt 2,1-12)

 


 

Dopo la lettura di Giobbe
continua la nostra riflessione sul dolore

VITO MANCUSO
teologo

IL DOLORE INNOCENTE

giovedì 9 febbraio ore 21.00
nel salone dell'oratorio



VERSO L’INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE
MILANO 2012

Monsignor Erminio De Scalzi, presidente della Fondazione Milano Famiglia 2012 che cura l’organizzazione dell’Incontro mondiale, lancia un appello ai milanesi perché aprano le porte delle loro case ai partecipanti all’Incontro mondiale delle famiglie (dal 30 maggio al 3 giugno 2012), stimati in circa un milione. «Basta anche un divano… Mancano meno di 200 giorni–ha sottolineato ancora De Scalzi–.
L’evento riguarderà tutti, italiani e non, credenti e non credenti, cristiani e appartenenti ad altre religioni».
Servono 100 mila famiglie che diano ospitalità alle persone provenienti da altre parti d’Italia e da tutto il mondo. L’organizzazione vuole garantire a tutti un luogo per soggiornare gratuitamente, in modo da favorire anche chi proviene da Paesi meno ricchi. «Cerchiamo famiglie che accolgano altre famiglie – ha detto De Scalzi –. Serve un’ospitalità fisica e un’ospitalità del cuore. Chi offrirà accoglienza finirà per lasciarsi interpellare dagli stili di vita personali e familiari diversi dai nostri e anche per riscoprire virtù familiari come la semplicità e la sobrietà andate perdute da noi in Europa. Milano è una città con tanti abitanti senza casa e tante case senza abitanti, mi piacerebbe che l’Incontro mondiale delle famiglie diventasse occasione per aprire queste case». Il termine per dare disponibilità all’accoglienza è fissato per il 31 marzo. Si può segnalare la disponibilità a ospitare scrivendo all’indirizzo accoglienza@family2012.com o rivolgendosi alla Segreteria parrocchiale che trasmetterà i nominativi delle persone disponibili che saranno contattate direttamente. Da monsignor De Scalzi, a questo proposito, una raccomandazione precisa: «Accogliete solo le famiglie che vi mandiamo e che hanno la nostra certificazione».
Una mail a cui scrivere per dare la disponibilità ad accogliere è stata attivata anche dal Comune di Milano: ed.incontromondialefamiglie@comune.milano.it

Anche il vicesindaco di Milano Maria Grazia Guida si è resa disponibile a ospitare una famiglia: «Questa è l’occasione perché la città rifletta sulle chiusure degli anni scorsi. L’amministrazione fin dai primi giorni del proprio insediamento si è messa al servizio della Fondazione Milano famiglie 2012 e del Prefetto, che è il commissario straordinario per l’evento, affinché la complessa macchina organizzativa sia in grado di accogliere il grande numero di persone previste. Ora rilanciamo l’appello alla città perché si apra alle famiglie che arriveranno». Per quanto riguarda il Parco Nord nei pressi dell’aeroporto di Bresso – area in cui si svolgeranno le celebrazioni presiedute dal Papa –, il vicesindaco ha assicurato che «sarà pronta la linea 5 della metropolitana. Inoltre stiamo lavorando con Milano ristorazione per la fornitura dei pasti».
Tra le iniziative annunciate dal vicesindaco vi è anche la messa a disposizione delle strutture delle Scuole dell’infanzia per l’animazione, l’accoglienza e l’attivazione di tutor che possano assistere gli anziani soli nel mettere a disposizione le loro case.


SETTIMANA PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI


Mercoledì 18 gennaio - ore 18.30
INIZIO SETTIMANA di PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI
CELEBRAZIONE ECUMENICA
presieduta da S. Em. il Cardinale Angelo Scola Arcivescovo di Milano
in San Carlo al Corso, Piazza S. Carlo (M1 San Babila)

Giovedì 19 gennaio - ore 12.35
GROTTA DI ELIA
in San Gottardo al Palazzo Reale, Via Pecorari (M1,3 Duomo)

Venerdì 20 gennaio - ore 19.00
VESPRI ANGLICANI CHIESA ANGLICANA
in All Saints Church, Via Solferino, 17 (M2 Moscova)

Sabato 21 gennaio - ore 20.45
Tavola rotonda interconfessionale
SPERANZA CRISTIANA DALLA RESURREZIONE
Franco Giulio Brambilla Vescovo eletto della Diocesi di Novara
Paolo Ricca Facoltà Valdese di Teologia di Roma
Traian Valdman Chiesa Ortodossa Romena in Italia
Modera: Martin Ibarra Presidente del Consiglio delle Chiese Cristiane
Teatro Angelicum, Piazza Sant’Angelo, 2 (M3 Turati)

Lunedì 23 gennaio - ore 18.30
VESPRI BIZANTINI CHIESA ORTODOSSA GRECA
Via Romolo Gessi, 19

Mercoledì 25 gennaio - ore 20.30
CANTA, PREGA E CONDIVIDI
Conclusione della Settimana con le corali
Chiesa Evangelica Valdese, Via Francesco Sforza, 12

Domenica 29 gennaio
nella nostra parrocchia
alla S. Messa delle ore 10.00
PREDICAZIONE
di Giuseppe Platone
pastore della Chiesa valdese di Milano


Sulle orme di Pietro e Paolo
Pellegrinaggio decanale preadolescenti a Roma

7 dicembre 2011 ore 6.45. Siamo in 104, di seconda e terza media, su due pullman: destinazione Roma.
È da un po’ di anni che il nostro decanato organizza per noi preadolescenti un viaggio pellegrinaggio sulle orme dei santi: nel 2010, per esempio, siamo andati ad Assisi, ora Roma!
Partiamo assonnati, ma contenti di trascorrere qualche giorno con gli amici. Il primo giorno è stato occupato per la maggior parte dal viaggio in pullman. Nel pomeriggio abbiamo visitato la chiesa di San Paolo fuori le mura: il suo nome completo è Papale Arcibasilica Patriarcale Maggiore Arcipretale Abbaziale di S. Paolo fuori le Mura. È un nome che gli sta bene, viste le dimensioni! Infatti la chiesa, che è stata cominciata nel diciannovesimo secolo e completata nel ventesimo, è una delle quattro basiliche papali di Roma ed è la seconda per grandezza. Nella chiesa è situata la tomba di san Paolo che si trova sotto l’altare papale. Lì vicino, nella cappella di S. Stefano, abbiamo celebrato la S. Messa che inaugurava il nostro pellegrinaggio.

Il secondo giorno era l’8 dicembre, la solennità dell’Immacolata Concezione di Maria. Dopo la S. Messa abbiamo visitato il Circo Massimo, il Colosseo, la chiesa di san Giovanni in Laterano, S. Maria Maggiore. In S. Giovanni abbiamo cercato l’affresco di Giotto, abbiamo visto la sede del papa, i mosaici, le statue… e abbiamo pensato alla nostra S. Giovanni: beh, forse è meno solenne, ma è casa nostra!!! Alla sera siamo andati a giocare sul Piazzale di S. Pietro… e lì abbiamo augurato buonanotte al papa: noi siamo convinti che ci ha sentito, anche perché ce l’abbiamo messa tutta ad urlare!

Il terzo giorno è stato secondo me il più faticoso ma anche il più interessante: ci siamo svegliati all’alba per arrivare alla basilica di san Pietro il più presto possibile per celebrare la santa messa: abbiamo un po’ brontolato per la levataccia, ma quando siamo scesi dal cupolone abbiamo notato che tutta la piazza era piena di gente in coda per entrare in chiesa; perciò vi consiglio: se volete visitare san Pietro è meglio andarci molto presto per non ritrovarsi a fare una coda di circa 3-4 ore. Nel pomeriggio abbiamo visitato il Pantheon, e le piazze principali di Roma... con tante spese a piazza Navona.

L’ultimo giorno siamo andati a visitare le catacombe di san Callisto che ci sono state illustrate da un’ottima guida che ci ha spiegato tutta la storia delle catacombe e dei simboli che c’erano. Dopo ci siamo ritrovati tutti e abbiamo concluso il pellegrinaggio con una preghiera e ci è stato dato il segno del pellegrinaggio: un sandalo di cuoio simbolo di tutti i pellegrini che hanno camminato per arrivare fino a Roma. Questa esperienza è stata molto emozionante e consiglio a tutti di andare a Roma... specialmente se chi ve la illustra in modo appassionato e speciale sono don Paolo, don Alfredo e don Marco!!!

Luca Bodo

 


L’Oratorio nella Terra dell’Alleanza

È stato un pellegrinaggio deciso tra molte titubanze e incertezze, per la lunghezza del viaggio e del soggiorno, perché si trattava di andare con un gruppo organizzato e affiatato, per la pericolosità dei luoghi, dove ogni tanto, a dire il vero, qualche episodio di violenza si verifica. Dall’altra parte, la curiosità e l’interesse per quei luoghi, il desiderio di regalarci un viaggio particolare, l’opportunità di andare con don Paolo e la coincidenza con un periodo di vacanze scolastiche ci ha convinto, e ci siamo iscritti. Il pellegrinaggio è cominciato con il ritrovo all’alba, davanti alla Chiesa, il 30 dicembre e si è concluso nella notte tra il 6 e il 7 gennaio, nello stesso posto. È cominciato nella notte e si è concluso nella notte: scelta determinata da esigenze organizzative o sapiente regia che voleva far cominciare e terminare questo percorso nella notte, momento propizio per la ricerca (Nicodemo docet)?
E comunque i momenti di stanchezza, inevitabili con un programma così denso, sono stati superati e ampiamente compensati da tante piacevoli chiacchiere con persone che non conoscevo, se non, alcune, di vista, da una compagnia a tratti veramente esilarante, da partite a carte e a “Vampiri”, tra i ragazzi. Ho visto, e mi è piaciuta molto, l’attenzione da parte degli “educatori” (liceali o giovani universitari) nei confronti dei più piccoli (e ce n’erano veramente tanti, per fortuna, nel nostro gruppo, a differenza degli altri gruppi che incrociavamo nei diversi alberghi), che venivano regolarmente coinvolti in vari giochi sul pullman o nelle serate in albergo, e ai quali sono stati proposti programmi alternativi (come lo zoo nel pomeriggio in cui era prevista la visita al Museo della memoria) e tanta attenzione da parte un po’ di tutti nei confronti delle persone che tendevano a distrarsi dal gruppo compatto, rimanendo ogni tanto indietro.
Era rassicurante l’instancabile conteggio e riconteggio dei pellegrini da parte di don Paolo e mi è piaciuta molto l’attenzione costante, nella stanchezza generale, ad accompagnare lo svolgimento delle Messe con canti scelti e con accurato servizio alla liturgia, con semplice disponibilià.

A Malpensa abbiamo conosciuto Miriam, la guida che ci ha poi accompagnato nel corso di tutto il pellegrinaggio, alternandosi con don Paolo nelle spiegazioni. Il nostro gruppo è il gruppo “blu”: fazzoletto blu, auricolare blu. Afferriamo la rilevanza del particolare quando incontriamo, a Fiumicino, i “gialli “ e i “rossi”, gruppi di pellegrini come noi coordinati dall’Opera romana pellegrinaggi, nostri “eterni rivali” nei quali ci imbatteremo praticamente ogni giorno, un poco più avanti o un poco (molto poco) più indietro, rispetto alle nostre visite, e con i quali avremo però anche qualche tregua per la celebrazione di almeno due Messe.
Le visite sono state interessantissime, anche solo come semplice turista. Siamo stati a Nazareth, nei luoghi che hanno visto la nascita e la prima giovinezza di Maria, nei luoghi nei quali anche Gesù ha vissuto i primi anni della sua vita nascosta, e poi a Cafarnao e sul Giordano, dove è stato battezzato e ha cominciato ad esercitare il suo ministero; a Betlemme, in quelle che vengono indicate come la grotta della natività e la grotta dei pastori, e infine a Gerusalemme, dove si sono svolti quei fatti che noi ricordiamo come il compimento della storia della salvezza, e dove le visite si sono svolte in un’atmosfera di calma surreale, segnata da vari controlli e dove abbiamo visto come anche luoghi sacri per diverse religioni, come il Santo Sepolcro, possono facilmente diventare teatro di incidenti, per banali questioni di precedenze negli accessi. Abbiamo visitato chiese e cappelle – costruite, distrutte e ricostruite più volte nel corso dei secoli – che ricordano i luoghi sacri sin da quando, a partire dal IV secolo, terminate le persecuzioni, S. Elena, la madre dell’imperatore Costantino, ha posto il problema del loro ricordo, della loro custodia e tutela. E di ogni cappella e chiesa Miriam e don Paolo ci hanno segnalato qualche cosa di interessante, storicamente o artisticamente. Come per la cappella della beatitudini, a forma ottagonale così come sono otto le beatitudini, nella quale Paolo VI ha lasciato la sua stola, o la chiesa di Tabga con i suoi bellissimi mosaici di fattura bizantina, che ricordano la moltiplicazione dei pani e dei pesci (sotto l’altare centrale), mentre altri rappresentano il nilometro (nella cappella di destra), che serviva a misurare le piene del Nilo, e poi attorno all’altare ancora mosaici raffiguranti trampolieri che becchettano corolle di fiori dal gambo allungato, nidi su alberi stilizzati e pennuti simili al nostro germano reale.

Nel tragitto da Nazareth al Mar Morto, andando verso il deserto di Giuda, abbiamo attraversato distese pianeggianti e rocciose, e abbiamo capito forse un po’ meglio quei semi che il seminatore lancia e possono cadere anche sulla roccia, non dando alcun frutto. Abbiamo attraversato la Valle del Giordano, ricco di palmeti (palme da dattero, simbolo della bellezza femminile), dove il filo spinato ci ha ricordato che siamo in una zona di frontiera, che segna il confine con la Giordania, e dove si trovano le rose di Gerico, le pietre che secondo la leggenda sarebbero nate dalle lacrime della Madonna, che piangeva perché aveva sete; siamo scesi nella fossa del Giordano, dove il deserto è punteggiato da grotte dove si ritiravano gli anacoreti; ci siamo fermati a Qumran, dove sono state trovate dodici grotte contenenti papiri della comunità degli Esseni, e poi nel deserto vicino al Mar morto (pediluvi e pausa acquisti), con sosta tra le alture e riflessione sulle parole di Osea (“… la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore”, riflessione sull’amore dell’uomo e sull’amore di Dio, nel deserto: luogo ideale per ascoltare, ma che potrebbe anche essere desolatamente silenzioso).

A Gerusalemme abbiamo ripercorso i luoghi dell’ultima settimana di vita di Gesù: da Betfage, da dove ha fatto il suo ingresso trionfale in Gerusalemme, al cenacolo, alla cappella del Dominus flevit, al Getsemani, pieno di ulivi grossi e nodosi (secondo alcuni, sarebbero gli stessi dell’epoca di Gesù), alla cappella della dormizione di Maria (con statua della Madonna a grandezza naturale, d’impatto), alla Chiesa di S. Anna (ottima acustica), alla Fortezza Antonia, e poi la Via crucis, attraversando le vie del mercato, al Santo Sepolcro, e infine alla Cappella dell’Ascensione, dove la Messa si può celebrare solo una volta l’anno, nel giorno dell’Ascensione appunto, e attorno alla quale i pellegrini vanno ad accamparsi sin dalla notte prima (fermando le tende a grossi anelloni infissi sul muro di cinta). Ci sono stati momenti molto suggestivi, come l’attraversamento del lago (o mare) di Tiberiade (con riflessione sull’episodio della donna che invoca da Gesù la guarigione per la figlia tormentata da un demonio, insistendo “perché anche i cani mangiano le briciole dei padroni”), in una giornata senza sole, dove la linea dell’orizzonte si confondeva con il contorno del lago; o come la processione con fiaccolata insieme a pellegrini di altre nazionalità per entrare nella basilica dell’Annunciazione di Nazareth, la notte dell’ultimo dell’anno (nel corso della quale alcuni del nostro gruppo hanno portato la statua della Madonna), e anche simpatici fuori programma, come la festa per il ragazzino ebreo al Muro occidentale, l’ultimo giorno del soggiorno in Gerusalemme. Qui alcuni del gruppo si sono imbucati tra i partecipanti (coprendosi rigorosamente il capo con kippà presi in prestito) e alcuni nostri ragazzini hanno pensato bene di unirsi attivamente ai festeggiamenti giocando con le caramelle che erano state lanciate dalle donne, arrampicate sulle sedie, dall’altra parte del muretto che separa la zona uomini dalla zona donne, per festeggiare il loro collega ebreo, e poi facendone incetta ed equa distribuzione tra i compagni pellegrini. Abbiamo trascorso questi giorni nei luoghi che hanno visto il formarsi della prima comunità di discepoli, dove Lui ha chiamato gli amici più stretti, quelli che voleva vicino nei momenti più intensi o più difficili: Pietro, Giacomo e Giovanni, testimoni oculari dei suoi miracoli e della sua gloria, nei luoghi dove sono stati con Gesù, dove lo hanno abbandonato e dove lo hanno anche ritrovato. E in particolare siamo stati in compagnia di Pietro, che ci ha accolto sin dal primo giorno, e ci ha salutato l’ultimo giorno del nostro soggiorno in Terrasanta. Abbiamo visto quella che viene indicata come la sua casa, a Cafarnao, a pianta circolare, con locali più spaziosi e altri più piccoli, protetta da una terribile infrastruttura a forma di barca (ma sembra più un Ufo!), dentro la quale è stata celebrata una suggestiva eucaristia. Qui a Cafarnao Pietro, come altri, è stato chiamato e, piantate le reti, così come era, con le mani odoranti di pesce, entusiasta e impetuoso, ha cominciato a seguire Gesù, che ha poi probabilmente ospitato più volte a casa sua. Sul lago di Tiberiade agitato dalla tempesta è lui a lanciarsi per andare incontro a Gesù che stava camminando sulle acque, ed è ancora lui che vi si butta mollando le reti, quando lo riconosce, dopo la Risurrezione, in quell’uomo che sulla spiaggia sta cuocendo qualcosa sulla riva.

Lo abbiamo ritrovato ancora sul monte della Trasfigurazione, quando, sbigottito davanti alle vesti bianchissime di Gesù e alla vista di Mosè ed Elia propone a Gesù (“non sapendo che dire”, dicono i Vangeli) di elevare lì tre tende “perché è così bello stare qui”. E sembra una frase così ingenua, mentre è proprio tanto umana, perché è quello che ognuno di noi dice all’amico, quando si va oltre un certo orario e non vorremmo più che se ne andasse, come è umana la paura che lo prende per le onde del lago mosso, o la notte del tradimento, quando una serva lo riconosce come un Galileo, uno dei seguaci di Gesù. E lo abbiamo incontrato ancora, l’ultimo giorno del soggiorno a Gerusalemme, nella Chiesa del Gallicantu, dove alcune grandi icone ricordano il tradimento e il perdono: nel primo Pietro è raffigurato senza aureola: ha appena rinnegato Gesù, sullo sfondo un gallo ricorda l’annuncio del tradimento; nel secondo Pietro si tiene la testa fra le mani ed è piegato in due, su un grande buco nero: è disperato per il tradimento appena compiuto, si rende conto del limite; è il momento del buio e del pericolo della disperazione. Nel terzo ricompare l’aureola: Gesù lo ha già perdonato e gli pone la triplice domanda: “Pietro mi ami tu più di costoro?” e Pietro risponde “Signore, tu lo sai che ti voglio bene”. Quando usciamo dal Gallicantu è ormai tardi, ma non è ancora notte fonda, il cielo è di un bel blu intenso e scintillante. Tutti cominciano a risalire sul pullman; un gruppetto è attirato da una terrazza in basso, che guarda sulle colline di Gerusalemme. Scendendo alcuni gradini appare una vista mozzafiato: Gerusalemme come un grande presepe adagiato su una dolce collina con le lucine dentro le casette bianche; sulla sinistra la cupola dorata della moschea. Di comune tacito accordo, senza alcun riferimento agli orari – assillo costante in questi giorni – e agli amici infreddoliti e ligi sul pullman ci mettiamo in posa, don Paolo compreso, per una foto ricordo. Qualche problema con una macchina super extra tecnologica che non afferra subito l’urgenza contingente, ma alla fine viene anche la foto con autoscatto. Non so se tornerò a Gerusalemme, sono però sicura che questa immagine, di Gerusalemme e della foto ricordo, rimarrà sempre dentro di me.

L’ultima Messa viene celebrata in aeroporto a Roma, nella Cappella in zona voli internazionali, dove è stato fatto il punto della situazione ed è stato ripreso il significato di tutto il viaggio: dopo sei giorni sulle orme di Gesù, in compagnia della sua famiglia e dei suoi discepoli, sia ben chiaro che tutto quello che abbiamo ricordato e su cui abbiamo meditato non riguarda solo quelle persone che sono vissute lì allora (questo don Paolo ce lo aveva già ricordato con diversi messaggi più e più volte nelle brevi omelie e nei vari momenti di meditazione). E allora un invito e un augurio per il 2012: che ciascuno di noi sia veramente per l’altro il volto di Dio, che ciascuno pensi, senta, si chieda come si comporterebbe Gesù, come lui si rivolgerebbe, come Gesù guarderebbe all’altro nelle varie situazioni della vita.
E questo sia il nostro augurio!

Maria

 

… SULLA TUA STRADA SIGNOR!

Basterebbero queste poche parole del celebre canto “Camminerò” per raccontare il nostro viaggio sulle terre percorse da Gesù: Nazareth, Betlemme e Gerusalemme. Dopo tanti luoghi visti e dopo significative emozioni, ecco che compiamo forse la tappa più bella di questo pellegrinaggio: raccontarvi quello che abbiamo vissuto.
Tra i tanti luoghi santi che abbiamo visto, certamente quello più emozionante non è stato un luogo di pietre come una bella basilica, ma il lago di Tiberiade. Proprio questo lago è stato teatro di moltissimi episodi del vangelo. Che gioia poterlo attraversare su di una semplice imbarcazione: come un tempo i discepoli con il loro Maestro, anche noi abbiamo potuto solcare il mare. Che dire poi dell’orto del Getsemani? È stato bello sostare in silenzio nel luogo dove Gesù ha mostrato tutta la sua umanità, ha pregato, pianto e si è affidato. Incredibile poi sapere che le radici di alcuni degli ulivi sono molto probabilmente del tempo di Gesù. Infine non dimenticheremo mai la Basilica del Santo Sepolcro, meta di tanti pellegrini, luogo dove anziché il silenzio e raccoglimento si respira incomprensione, caos e intolleranza. La forza del Santo Sepolcro è proprio questa: supera le diversità e gli scontri tra religioni e dona al pellegrino (e non al turista) la commozione di chi crede in Gesù Risorto e, con tutte le sue fatiche, si sente guidato dalla parola del Vangelo: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui».

Momenti veramente unici sono state le Messe celebrate durante il pellegrinaggio. Celebrazioni vissute con un clima sincero di raccoglimento, sentendoci un po’ come una famiglia che affida le proprie attese, le proprie difficoltà. E abbiamo affidato anche le persone che ci hanno già lasciato. Tra le Celebrazioni più toccanti ricordiamo quella nella cappellina dei “piccoli fratelli di Gesù” a Nazareth e quella in S. Pietro in Gallicantu a Gerusalemme. In particolare quest’ultima è stata l’occasione per comprendere come il perdono di Gesù ti accoglie sempre e comunque. Anche quando tradisci e vieni meno alla fedeltà di un rapporto, Gesù ti rivolge uno sguardo. Potremmo andare avanti, ma lo spazio è poco. Quanto abbiamo scritto è stato davvero vissuto con intensità e non pesantezza perché ad unirci prima di tutto è stata la gioia di stare insieme, la vivacità che ci ha permesso di sorridere e scherzare… nessuno escluso! Indimenticabili i canti in pullman, le battute di Mario, i racconti fantastici della guida, le dritte di don Paolo per “vincere” sugli altri gruppi dell’Opera Romana Pellegrinaggi… 51 persone di cui ben 23 ragazzi tra i 10 e i 25 anni… certamente i più simpatici!

Vale e Costa


VIAGGIO NELLE TERRE DELL'ALLEANZA
2-8 settembre 2012

Dopo le felici esperienze dei viaggi in Terrasanta (2010) e a Santiago de Compostela (2011) vorremmo ripercorrere quest’anno i luoghi che hanno conosciuto l’alleanza tra Dio e il popolo di Abramo prima e l’intera umanità poi.

1° giorno, domenica 2 settembre 2012: MILANO PIAZZA BERNINI – MILANO MALPENSA – AEROPORTO FRANCOFORTE - IL CAIRO
Ritrovo dei partecipanti, sistemazione sul pullman GT e transfer privato all’aeroporto di Milano Malpensa. Disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza. Arrivo nel pomeriggio. Incontro con la guida locale e breve giro orientativo della megalopoli. Trasferimento in hotel, sistemazione nelle camere, cena e pernottamento.

2° giorno, lunedì 3 settembre 2012: IL CAIRO
Prima colazione in hotel e partenza per la località di Giza, alla periferia del Cairo, con le tre grandi piramidi di Cheope, Chefren e Micerino e la Sfinge. La Piramide di Cheope, detta anche Grande Piramide, è la più antica delle tre grandi piramidi di Giza. Costruita intorno al 2570 a.C., è rimasta l'edificio più alto del mondo per circa 3800 anni. Si presume sia stata eretta da Cheope (Horo Medjedu) della IV dinastia come monumento funebre. La Sfinge di Giza è la più grande statua monolitica del mondo. Fu costruita circa 4.500 anni fa e raffigura appunto una sfinge, più precisamente un’androsfinge, essere mitologico con volto umano e corpo di leone accovacciato. Pranzo in ristorante e pomeriggio dedicato alla visita del quartiere del Vecchio Cairo dove numerose sono le testimonianze antiche: i resti delle mura romane, le chiese cristiane tra cui quelle di San Sergio, di Santa Barbara e di Santa Maria, la Sinagoga di Ben Ezra, che sostituì nel XII secolo una precedente chiesa dedicata a San Michele, e la Moschea di Amr, la più antica d’Egitto. Cena in hotel e pernottamento.

3° giorno, martedì 4 settembre 2012: IL CAIRO - SANTA CATERINA (itinerario biblico dell’Esodo)
Prima colazione in hotel e partenza per il canale di Suez a El Shat, percorrendo la strada che attraversa il deserto per Abu Rudeis e Wadi Mokkated scoprendo così un itinerario di rara e suggestiva bellezza. Sosta alla sorgente di Mara. Mosè fece levare l’accampamento di Israele dal Mare Rosso ed essi avanzarono verso il deserto di Sur. Camminarono tre giorni nel deserto e non trovarono acqua. Arrivarono a Mara, ma non potevano bere le acque di Mara, perché erano amare. Per questo erano state chiamate Mara. Allora il popolo mormorò contro Mosè: “Che berremo?”. Egli invocò il Signore, il quale gli indicò un legno. Lo gettò nell’acqua e l’acqua divenne dolce”. Pranzo e continuazione per l’Oasi di Feiran, sosta al Monastero delle suore ortodosse. Proseguimento per Santa Caterina, sistemazione in hotel, cena e pernottamento. In nottata possibilità di salire a piedi alla Vetta della Teofania dove Mosè ricevette le Tavole della Legge. È il Gebel Musa dove Giustiniano aveva fatto erigere una piccola cappella più volte andata distrutta: sui resti dell’ultima fu costruita, nel 1934, la chiesa attuale. Il Monastero di Santa Caterina o Monastero della Trasfigurazione, avamposto cristiano in terra islamica, prende il nome da Caterina di Alessandria, vergine e martire cristiana, decapitata nel III secolo, i cui resti, trasportati, secondo la leggenda, dagli angeli, furono trovati dai monaci in cima al monte che da allora si chiama Gebel Katerina. L’insediamento monastico, però, è stato creato qui in seguito al ritrovamento di un roveto, identificato come quello in cui Dio si rivelò a Mosé nel bagliore del fuoco. I monaci che oggi vi risiedono appartengono alla Chiesa ortodossa greca. Nel 2002 è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità per la sua architettura bizantina e perché luogo sacro per le tre grandi religioni. Il monastero, che ha la struttura di una cittadella fortificata, conserva una vasta collezione di manoscritti e icone.

4° giorno, mercoledì 5 settembre 2012: SANTA CATERINA – TABA – EIN BOKEK
Dopo la prima colazione partenza in direzione di Taba per il passaggio di frontiera. Pranzo in territorio egiziano. Si entra in Israele e si risale da sud il deserto del Neghev sulle orme del percorso dell’Esodo. Arrivo in serata a Ein Bokek, località turistica sul Mar Morto. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

5° giorno, giovedì 6 settembre 2012: EIN BOKEK - MASADA - GERICO - MONASTERO DELLA QUARANTENA - GERUSALEMME
Dopo la prima colazione partenza per Masada. Arrivo e visita alla rocca di Erode il Grande famosa per la resistenza degli zeloti. Si procede in direzione di Gerico, moderna città ai bordi di una vasta e lussureggiante oasi che nella sua estensione odierna e nei suoi caratteri differisce profondamente sia dalla Gerico ritenuta la città più antica del mondo. Un albero di sicomoro ricorda l’episodio dell’incontro di Zaccheo e Gesù. Dopo il pranzo visita agli scavi di Tel Gerico dove si trova in particolare la muraglia del III millennio, perfettamente visibile. Salita in funivia al monastero greco-ortodosso della Quarantena. Il nome risale al Medioevo ed è in relazione al ricordo , che qui si conserva già dal IV secolo, dei 40 giorni passati da Gesù nel deserto. Su una piattaforme sopra l’attuale convento una pietra segnata da una croce indica il luogo tradizionale della prima tentazione di Gesù. Si riparte per Gerusalemme. Arrivo, sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

6° giorno, venerdì 6 settembre 2012: GERUSALEMME
In mattinata: Monte degli ulivi, Chiesa del Dominus flevit dove Gesù pianse guardando Gerusalemme e pensando alla sua imminente distruzione, Basilica e Giardino degli ulivi: Muro occidentale del Tempio (il cosiddetto Muro del Pianto). Il percorso nel tunnel sotto le mura erodiane del Tempio, rappresenta una meraviglia per tutti gli appassionati di storia e archeologia che si stupiranno del fatto che la massiccia parte a vista del Muro è solo una porzione dell’intera struttura originaria, lunga circa 5181 metri, che si trova sotto la Città Antica. Pranzo in ristorante. Si prosegue con la visita al Monte Sion per una sosta al Cenacolo. Si scende quindi alla Chiesa di San Pietro in Gallicantu, costruita forse sulla casa che era del sommo sacerdote Caifa; ricorda l’episodio del rinnegamento di Pietro al canto del gallo e il suo pianto; nella cripta si trova un complesso di grotte e cisterne usate come celle per prigionieri, con ceppi per legarvi i condannati alla flagellazione: qui Gesù subì il primo processo e il tradimento dell’apostolo. Vicino alla chiesa è stata rinvenuta una scalinata di epoca romana che dalla città alta scendeva nella valle del Cedron. Visita al Santuario del libro, dove è esposto uno dei rotoli ritrovato nelle grotte di Qumran e contenente parti del perofeta Isaia. Rientro in hotel, cena e pernottamento.

7° giorno, sabato 8 settembre 2012: GERUSALEMME – TEL AVIV – AEROPORTO DI FRANCOFORTE - MALPENSA – MILANO
Piazza Bernini Dopo la prima colazione in hotel mattinata libera con appuntamento alla Basilica che racchiude i luoghi della crocifissione e della resurrezione del Signore. Pranzo libero. Trasferimento in aeroporto a Tel Aviv in tempo utile per il volo di rientro in Italia. Arrivo a Milano Malpensa e trasferimento con pullman privato in sede. Fine dei servizi.

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE € 1.455,00
SUPPLEMENTO CAMERA SINGOLA € 285,00
La quota individuale di partecipazione include:
trasferimenti privati per e da l’aeroporto in Italia assistenza aeroportuale volo di linea LH andata e ritorno con scalo a Francoforte con i seguenti operativi
LH 259 2/09/2012 MILANO MALPENSA 06:45 FRANCOFORTE 08:10
LH 582 2/09/2012 FRANCOFORTE 10:30 CAIRO 14:30
LH 687 8/09/2012 TEL AVIV 16:45 FRANCOFORTE 20.15
LH 258 8/09/2012 FRANCOFORTE 21:15 MILANO MALPENSA 23:05
franchigia bagaglio 20 kg a persona tasse aeroportuali (in vigore al momento dell’offerta) 6 notti di sistemazione in ottimi hotel 4 stelle nelle località come da programma, in camere doppie con servizi privati pensione completa dalla cena del 1° giorno alla prima colazione dell’ultimo giorno facchinaggio in Israele tour in pullman gran turismo con aria condizionata per trasferimenti e visite come da programma accompagnatore dell’agenzia guida locale in lingua italiana per tutta la durata del viaggio ingressi come da programma visto di ingresso per l’Egitto assicurazione medico-bagaglio 24 ore su 24 Amitour omaggio dell’agenzia
La quota individuale di partecipazione non include: Bevande Mance ed extra di carattere personale Tutto quanto non espressamente specificato ne “la quota individuale di partecipazione include”
Termini di pagamento:
Acconto 25% alla conferma
Saldo 1 mese prima della partenza

 


 

SABATO 28 GENNAIO 2012
DURANTE LA MESSA DELLE ORE 18

RICORDEREMO GLI ANNIVERSARI DI MATRIMONIO,
IN PARTICOLARE LE DATE "IMPORTANTI"
AL TERMINE FESTEGGEREMO INSIEME
CON UN APERITIVO

Informazioni e iscrizioni rivolgersi in Segreteria parrocchiale
entro giovedì 26 gennaio


 

SABATO 4 E DOMENICA 5 FEBBRAIO 2012
FIERA DEL LIBRO USATO

a favore de "La Tenda",
servizio con e per gli anziani
della nostra comunità

dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 in Oratorio

 


 

Nella Comunità parrocchiale:

 

hanno ricevuto il battesimo

KEVIN GIANLUCA TERRONES
BEATRICE CAGNOLO
AURORA IUZZOLINI

abbiamo affidato ai cieli nuovi e alla terra nuova

NATALE MISINO (a. 82)
LILIANA TESTA (a. 83)
EROS BONFATTI-SABBIONI (a. 89)
GINA ELENA AURELI (a. 93)
ANNAMARIA ESPOSTI (a. 89)

 


 


torna alla homepage