La stagione autunnale introduce la natura nel letargo dopo i furori dell’estate. E’ una stagione che invita a restare in casa, al calduccio. Non sembra esser stagione di progetti, di programmi, di iniziative ma piuttosto di relax. Non è tempo di novità: «si sta come d’autunno sugli alberi le foglie»,  cantava Ungaretti. E invece questa stagione dai colori sommessi è tempo di inizi. Inizi per don Paolo nella sua nuova parrocchia, inizi per don Giuseppe jr con noi, inizi per i nostri ragazzi nel nuovo anno scolastico. Anche la parrocchia inizia un nuovo anno e per me è il sesto come parroco.Mi sembra ieri che il cardinale Tettamanzi mi proponeva di venire qui in risposta alla mia offerta di dedicare i miei ultimi anni a questo ministero per me del tutto nuovo. Sono già trascorsi cinque anni da quel 12 ottobre 2008 e non mi sono pentito di questa scelta. Cinque anni che sono davvero volati, anni per me belli, voglio sperare che anche per voi questi anni siano stati sereni. Non voglio fare bilanci perché la parrocchia non è una azienda e il suo unico scopo è quello di sostenere il cammino di fede delle persone che abitano questo quartiere. Solo Dio legge nei cuori e conosce la fede di ognuno di noi, Lui solo. La parrocchia può tentare di spalancare le sue porte perché a tutti sia detto l’Evangelo e solo l’Evangelo. Niente altro mi sta a cuore e tutto dovrebbe esser al servizio di tale annuncio. Quest’anno lo faremo con una iniziativa che chiamiamo:   LE BEATITUDINI PER IL MONDO, OGGI. Accogliendo l’invito del nostro Arcivescovo a seminare nei solchi del mondo il buon seme dell’evangelo, al nostro Consiglio pastorale è sembrato bello scegliere una pagina, una sola del Vangelo, da dire, ridire e poi dire ancora. La scelta è caduta sulla pagina delle Beatitudini che molti interpreti considerano la sintesi del messaggio evangelico. Mese dopo mese le Beatitudini educheranno ognuno di noi e l’intera comunità ad esser discepoli di Gesù, lui l’Uomo delle Beatitudini. E per entrare nello spirito delle Beatitudini suggerisco a tutti la lettura delle pagine 8 -13 dove troverete parole illuminanti del nostro indimenticabile cardinale Martini proprio sulle Beatitudini. Sono parole da Lui pronunciate dall’alto del pulpito del Duomo, possano risuonare nei nostri cuori e fare di noi uomini e donne delle Beatitudini. Avremo con noi maestri autorevoli: sono certo che molti vorranno fare insieme questo percorso, a partire dal 26 ottobre con il nostro grande amico Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose. Con lui mediteremo la prima, difficile Beatitudine: Beati i poveri…Come dire oggi questa parola in questo tempo di crisi che crea crescenti situazioni di povertà? La povertà non è forse una condizione dalla quale bisogna in ogni modo cercare di uscire?  Che cosa vuol dire papa Francesco quando guarda ad una Chiesa dei poveri e per i poveri? Quale messaggio questa Beatitudine della povertà propone ad un quartiere come il nostro che ha un livello socio-economico medio e medio-alto, pur con alcune situazioni di povertà?

Dopo la grande festa dello scorso 6 ottobre per ringraziare don Paolo degli undici anni dedicati alla nostra Comunità, don Giuseppe jr., chiamato dal Vescovo a prendere il suo posto,  sta iniziando  il suo nuovo cammino. Mi sembra sia contento d’esser qui con noi e ho raccolto dai ragazzi solo apprezzamenti. Credo non sia stato facile per lui lasciare il suo vivacissimo Oratorio del Gratosoglio. Il mio primo incontro con lui è stato lo scorso giugno mentre era impegnato, sudatissimo, in una partita di calcio. Credo gli manchino, almeno per il momento, quelle partite…

Questo autunno dovrebbe vedere anche un altro inizio: quello della comunità pastorale formata dalla nostra parrocchia e da quella attigua di san Pio decimo. Dico: dovrebbe, perché ricordo bene d’aver annunciato, non certo di mia iniziativa, questo inizio per il primo settembre. Settembre è passato. Anche la data del primo ottobre  è passata senza alcun avvio. Certamente non si partirà neppure il primo novembre…chissà che Natale e il 2014 non ci portino questa novità.   La parrocchia di san Pio decimo ha ancora il suo parroco che non ha ancora dato le dimissioni senza le quali non è possibile costituire la comunità pastorale che deve avere un unico parroco (e che dovrebbe essere il sottoscritto). Continuo ad usare il condizionale perché passano i mesi e niente accade. Il nostro Consiglio pastorale ha fatto i suoi programmi che stiamo avviando nell’attesa di poter lavorare insieme alla parrocchia di san Pio decimo. Speriamo che il letargo autunnale e invernale non rinvii tutto a primavera…

don Giuseppe

AUTUNNO: letargo o ripresa?