"Vieni, Signore Gesùl"

È questo sguardo verso il cielo, questo desiderio delle cose celesti che voglio comunicare nella festa odierna e nella celebrazione dei Defunti, che inizieremo questa sera.

Vogliamo perciò, unirci tutti al grande grido dello Spirito e della Sposa che dicono: "Vieni, Signore Gesù!", vieni a noi dal cielo e riempi di cielo la nostra terra. È l'anelito comune in cui ci riconosciamo tutti pellegrini, viandanti, deboli e peccatori, pieni di nostalgia del volto del Signore, desiderosi di tendere a lui con più purezza e verità. Se ciascuno di noi entrerà nei sentimenti del pellegrino cristiano, di colui che veglia nell'attesa dello Sposo, sarà più facile e più lieto il compito di camminare insieme nella continua conversione e nella gioia.

Rinnoviamo dunque la nostalgia del cielo e la fiducia nell'aiuto dei santi, rivolgendoci a loro come a fratelli carissimi che continuano a proteggere il nostro cammino di fede, che pregano per noi, affinché noi viviamo nello spirito delle Beatitudini evangeliche, nell'abbandono fiducioso al mistero di Gesù Crocifisso e risorto, che vuole conformarci alla sua piena condizione di Figlio del Padre.

E Maria, Regina di tutti i santi, Regina del cielo e della terra, ci benedica oggi e sempre.

Nella pagina delle Beatitudini  Gesù stesso delinea il ritratto del vero figlio del Padre celeste, che è anche un autoritratto. Egli infatti parla di sé, del discepolo che vuole vivere da figlio e, per facilitare l'intelligenza e la memoria di chi lo ascolta, lo fa usando delle brevi sentenze ritmiche che iniziano tutte con la parola 'beati’.

I santi che oggi festeggiamo, con o senza nome, santi che nel mondo sono sembrati magari persone insignificanti, hanno accolto e vissuto il vangelo delle beatitudini e hanno espresso in esse il loro sentirsi davvero figli del Padre, la loro confidenza totale in Colui che ha il primato sopra tutte le cose.

La povertà in spirito, per esempio, è un'attitudine primaria del figlio di Dio, un'attitudine che richiede una dimensione ulteriore rispetto a quella sociale. Poveri in senso evangelico non sono solo coloro che rifiutano possesso e potenza, ma coloro che fondano tutta la vita sull'unico Padre e Signore, che cercano Dio solo e lo proclamano sopra tutti i valori umani.

Dall'accettare la divina paternità, seguono le altre beatitudini, gli altri atteggiamenti propri di chi ha messo il suo tesoro nel Padre, di chi guarda a tutti come figli del medesimo Padre, di chi vuole imitare il Padre buono e misericordioso, di chi è sicuro del Padre anche nei momenti di avversità e di persecuzione….

Nella pagina evangelica abbiamo ascoltato la parola di Gesù che dichiara  beati, pieni di gioia, lieti, pieni di successo, riusciti, i discepoli che lo seguono. Li proclama beati attraverso nove atteggiamenti, che sono come enunciazioni complementari le une alle altre del modo con il quale i discepoli partecipano alla vicenda di Gesù. Ciascuno dei santi innumerevoli di cui facciamo memoria, si è avvicinato al monte santo, Gesù e ha condiviso la sua povertà di spirito, la sua afflizione, la sua mitezza, la sua misericordia, la sua purezza di cuore, la sua operosità per la pace, il suo essere perseguitato per la giustizia. I santi hanno guardato con realismo e con amore il volto di ogni uomo, avendo gli occhi purificati e resi compassionevoli dal dono di Gesù. Per questo sono ora colmi di gioia, di consolazione, di pace e ci assicurano che il dolore, la rinuncia a noi stessi, la fatica, ci portano non al fallimento, bensì alla vita della felicità senza fine che attende ognuno di noi.

La povertà in spirito, per esempio, è un'attitudine primaria del figlio di Dio, un'attitudine che richiede una dimensione ulteriore rispetto a quella sociale. Poveri in senso evangelico non sono solo coloro che rifiutano possesso e potenza, ma coloro che fondano tutta la vita sull'unico Padre e Signore, che cercano Dio solo e lo proclamano sopra tutti i valori umani.

Dall'accettare la divina paternità, seguono le altre beatitudini, gli altri atteggiamenti propri di chi ha messo il suo tesoro nel Padre, di chi guarda a tutti come figli del medesimo Padre, di chi vuole imitare il Padre buono e misericordioso, di chi è sicuro del Padre anche nei momenti di avversità e di persecuzione….