LE BEATITUDINI VIA DELLA SANTITA’

 

Quest’anno la nostra comunità mediterà le parole delle Beatitudini. Ci sembra bello e utile riproporre, come Introduzione, qualche frammento dalle Omelie del cardinale Martini sulla pagina delle Beatitudini nella festa di Tutti i Santi.

 

"Gesù, prendendo la parola, ammaestrava i suoi discepoli dicendo: 'Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei cieli…”

Mi trovo ancora una volta di fronte a questa pagina delle Beatitudini, secondo il vangelo di Matteo, e come sempre sono preso da timore, dal senso di inadeguatezza, dal sentimento di non riuscire a capire oppure di voler tentare di capire nuovamente, con la grazia di Dio, ciò che viene detto a noi in questa pagina.

 

Il Regno e la Giustizia

Cominciamo da una domanda: Quante sono le Beatitudini secondo Matteo?

Talora si risponde che sono otto, ma in realtà risultano essere nove. Otto di esse hanno una forma letteraria omogenea: la beatitudine è attribuita in modo generale e un poco impersonale a chi ha o vive un determinato atteggiamento: poveri di spirito, afflitti, miti, misericordiosi .

La nona, invece, è un appellativo diretto: "Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno", e ricorda la formula delle Beatitudini nel vangelo di Luca: Beati voi poveri, beati voi che piangete... guai a voi ricchi, guai a voi che ora ridete.

Possiamo anche notare un elemento che unisce la prima e la nona beatitudine e che fa da cornice all'insieme: il Regno dei cieli. Beati i poveri in spirito perché di essi è il Regno dei cieli; beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e mentendo diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia... perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

Un altro elemento collega, suddividendole in due gruppi, le prime otto beatitudini: ciascuno di essi termina con una beatitudine che riguarda la  giustizia. La quarta infatti recita: "Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia", mentre l'ottava dice: "Beati i perseguitati per causa della giustizia".

Il Regno e la giustizia sono dunque due parole-chiave che strutturano l'ammaestramento di Gesù.

Nel desiderio di entrare nel mistero di queste parole del Signore, ci chiediamo allora: Che cosa è il Regno di Dio? e che cosa è la giustizia?

Alle due domande ne aggiungiamo una terza: Chi sono i santi, alla luce dell'insegnamento di Gesù?

 

II Regno di Dio è un'azione potente e definitiva in favore del!'uomo; è un intervento divino che è al di là di ogni schema, di ogni previsione, di ogni possibilitè umana. E' il frutto della libera offerta di alleanza che Dio fa all'uomo, alleanza che si manifesta fin da ora, adesso e qui, ma che si rivelerà pienamente alla fine dei tempi… Se questo è il Regno di cui parlano la prima e la nona beatitudine, la giustizia è quell'azione che Dio compie a favore dell'umanità e che è strettamente collegata col Regno. La potenza assoluta di Dio, sovra-namente operante, pur venendo incontro ai bisogni e ai desideri degli uomini, non li interpreta in termini superficiali, cosi come tali desideri nascono in noi e magari si manifestano nella nostra preghiera. Perché nessuna attesa umana può delimitare, restringere l'azione salvatrice di Dio; essa è al di là e al di sopra di ogni attesa e tuttavia, con amore paterno, le previene e le colma tutte.

L'azione di Dio si può anche descrivere, nel linguaggio biblico, come un'azione che rimette le cose al posto giusto, come una volontà santa e perfetta che tiene conto di ogni cosa pur essendo al di sopra della misura umana.

In questo senso, l'attività di Dio che instaura il Regno, prende il nome di giustizia, cioè attività che tutto ricostituisce, nella misura sovrabbondante, misericordiosa, salvatrice della bontà di Dio.

Comprendiamo quindi perché le Beatitudini associano alla parola "Regno" la parola "giustizia". La giustizia è la situazione conseguente all'instaurazione del Regno, è la realtà di perfetto equilibrio tanto desiderata dagli uomini, realtà di perfetta pace e comunione di cui noi abbiamo fame e sete, realtà di bene per cui vale la pena di soffrire persecuzlone.