Le Beatitudini sono il volto di Gesù

La pagina delle Beatitudini, con parole efficaci e stimolanti afferma che la nostra santità ha la sua misura nella santità di Dio. Si potrebbero riassumere le otto Beatitudini nel versetto che conclude il capitolo 5 di Matteo: "Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste" (v. 48). Santità significa essere come il Padre, essere come Gesù.

Le otto Beatitudini non descrivono otto diverse figure spirituali, otto atteggiamenti disparati tra loro, bensì una sola figura, quella di Gesù; egli  non ha soltanto proclamato le Beatitudini, ma le ha vissute.

Prima di delineare l'ideale del discepolo, povero in spirito, afflitto, mite, affamato di giustizia, le Beatitudini esprimono la figura storica di Gesù che ha insegnato in quale modo ci si rapporta concretamente al Padre e ai fratelli. Solo se guardiamo a Gesù, le Beatitudini rivelano il loro vero senso e la loro giustificazione, escono da quell’alone di paradossalità per cui noi le consideriamo come impossibili, come parte di un altro mondo, come irrag-giungibili. Ciò che è impossibile a noi è possibile a Dio e quindi è possibile all'uomo e alla donna battezzati, chiamati alla santità.

In realtà, le Beatitudini sottolineano un unico atteggiamento fondamentale: riconoscere il primato di Dio nella nostra vita, riconoscere il primato del Padre e quindi la necessità di affidarsi a lui. "Padre, tutto è nelle tue mani, tutto affido a te, tutto attendo e spero da te", dicono l'uomo e la donna delle Beatitudini.

E allora, come poveri in spirito, si abbandonano esclusivamente a Dio, vogliono solo che si compia sopra ogni cosa la sua volontà, sono affamati e assetati della sua volontà che è il bene del mondo e il bene di ogni singolo uomo. L’uomo e la donna delle Beatitudini sono trasparenti e aperti di fronte al Padre, senza nascondergli nulla, dedicandosi a lui con cuore puro; modellano i loro rapporti verso gli altri sul comportamento di Dio, in Gesù, e vogliono perciò essere misericordiosi e operatori di pace; si affidano a Dio nell'afflizione, nella certezza che saranno consolati con una consolazione immensamente più grande delle lacrime; rinunciano alla forza, sapendo che la loro debolezza è sostenuta dalla potenza divina.

In questo modo le Beatitudini rappresentano l'atteggiamento di chi, come Gesù, si fida completamente del Padre e quindi è beato, è felice, perché nulla gli manca. E se anche deve passare momentaneamente per l'afflizione o la persecuzione, sa che il Padre sta preparando per lui un tesoro stupendo, una gioia indicibile e pregusta tale gioia dentro di sé, sentendosi cosi realizzato, autentico, completo.

La santità cristiana, descritta dalla figura delle Beatitudini, vuol dire vivere il Battesimo immersi nell'amore del Padre, nell'imitazione e nella grazia del Figlio e nella potenza dello Spirito Santo. A questo siamo chiamati ogni mattina quando ci svegliamo; a questo siamo chiamati in ogni momento della nostra giornata; è qualcosa che incombe su di noi come grazia e come amore del Padre nel sonno della notte, per attenderci come abbraccio di amore al risveglio del mattino. Tale è la vita dei santi, tale l'ideale della vita cristiana.