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La Parola predicata


 

 

 


Anno liturgico A


omelia di don Giuseppe
nella seconda domenica di Quaresima
16 marz
o 2014

 

Es 20, 2-24
Ef 1, 15-23
Gv 4, 5-42

CAMMINO DI FEDE CON LA SAMARITANA

Lunga questa pagina evangelica, come lunga la conversazione di Gesù con questa donna senza nome, presso il pozzo. Certo, Gesù avrebbe potuto con una parola, un gesto, svelare la sua identità. E invece prende tempo, nell'ora più calda del giorno, per accompagnare il lento, progressivo cammino della donna alla scoperta del suo misterioso interlocutore. Notiamo: è Gesù che prende l'iniziativa del dialogo. E' sempre Dio che fa il primo passo e viene alla ricerca di ognuno di noi. Instancabile. La prima reazione della donna che degli uomini non doveva avere profonda stima è di ostilità: riconosce in Gesù uno straniero, un nemico della sua gente.
Da secoli Giudei e Samaritani erano nemici per ragioni insieme razziali e religiose. I Samaritani avevano inquinato la purezza del sangue di Abramo mescolandosi con altre popolazioni e così avevano smarrito la purezza della fede nel Dio di Abramo. Bastardi e infedeli, diremmo.
Gesù non si lascia vincere da questa ostilità e riprende il dialogo.
Così si avvia il cammino di scoperta di quest'uomo. Diversi sono i titoli che la donna adopera per designare il suo interlocutore, quasi intuendo sempre più profondamente la verità profonda di quell'uomo. Aveva semplicemente designato Gesù come un Giudeo, un nemico appunto. Ma poi si chiede se quest'uomo non sia più grande del patriarca Giacobbe. E più avanti è persuasa di avere di fronte a sé un profeta. Addirittura nasce in lei il sospetto che il suo misterioso interlocutore sia il Messia e alla gente del villaggio dice: "Venite a vedere, c'è uno che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Non sarà per caso il Messia?". Al termine sarà la gente del villaggio a riconoscere: "Questi è veramente il Salvatore del mondo".

Davvero questa pagina, questo lungo dialogo presso il pozzo, è cammino di fede, è itinerario alla scoperta di Gesù.
Il punto di partenza è l'incontro con la semplice umanità di quest'uomo. E' grazie a questa umanità che Dio si comunica a noi. Davvero Dio si è fatto accessibile a noi. E' questa la grande legge dell'Incarnazione. Davvero sorprendente questo Dio così imprevedibile e inatteso nel suo comunicarsi a noi. Chi si aspetta una rivelazione sfolgorante, una apparizione mirabolante, resterà deluso.
E poi le tappe, i momenti di questa scoperta.
Certo non sono mancate nella storia le conversioni improvvise, folgoranti. Ma normalmente il cammino della scoperta di Dio, della conversione a Lui conosce i passi lenti, incerti. C'è una lenta progressione nella fede come in ogni rapporto davvero umano.
Si crede di aver conosciuto una persona e invece, dopo anni, ci riserva ancora sorprese, perché ogni persona è ricca di una profondità che si scopre a poco a poco, giorno dopo giorno.
Gesù prende tempo per il germinare della fede della donna. Vuol dire che anche i frammenti di verità possono essere i passi di questo itinerario.
Non disprezziamo i tentativi incerti, possono essere i passi, i gradini di una lunga ascesa. Non cediamo all'intolleranza e al fanatismo nei confronti di chi ancora non è giunto alla pienezza della fede.
Chiediamoci piuttosto: io a che punto sono del mio cammino di fede? Importante in questo dialogo l'acqua. La donna era venuta al pozzo per attingere. E Gesù fa leva su questo bisogno elementare per aprire nella donna un bisogno più profondo, per farle scoprire una sete che non si placa con l'acqua del pozzo. Al termine del dialogo la decisione da parte della donna di raccontare a tutti questo incontro.
E qui l'Evangelista ha una piccola annotazione: "Lasciata la brocca…". La brocca era un utensile necessario nella povera economia domestica per custodire il bene prezioso dell'acqua; ma quanto è avvenuto presso il pozzo ha così cambiato la vita della donna da farle dimenticare l'acqua e la brocca per andare, presto, a chiamare tutti all'incontro con Gesù. Interlocutrice di questo dialogo è una donna, anzi una Samaritana? C'è una carica di provocazione in questa scelta di una donna, una donna straniera, una donna dal passato poco raccomandabile per farne modello esemplare del vero discepolo e prima testimone della fede.
Il cammino della fede è aperto a tutti, senza discriminazione alcuna. In questa donna che non ha nome, tutti possiamo riconoscerci.

 

 

 

 



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