parrocchia - celebrazioni - omelie - cattedra - oratorio - gruppi - come albero - preti - blog - link

 

 

La Parola predicata


 

 

 


Anno liturgico C


omelia di don Giuseppe
nella II domenica di Quaresima
domenica
24 febbraio 2013

 

Dt 6a;11,18-28;
Gal 6,1-10;
Gv 4,5-42.

LA SAMARITANA

Nel nostro modo corrente di parlare c'è una espressione con la quale vorrei comprendere la lunga pagina evangelica. Si dice di due giovani che stanno insieme, si frequentano, si vogliono bene: Quei due si parlano. Dove parlarsi vuol dire ben più che scambio di parole, vuol dire profondità di un rapporto, intimità. La parola, il dialogo come espressione di un cammino di conoscenza reciproca e quindi di amore. Anche Dio ci è presentato nella Bibbia come colui che parla, parla all'uomo per entrare in comunione di amore. Nel libro biblico dei Numeri troviamo una espressione stupenda e ardita: dice di Dio che parla con Mosè: "Bocca a bocca parlo con lui… ed egli guarda il volto del Signore" (Num 12,8). Un altro testo del profeta Osea dice di Dio che "parla sul cuore del suo popolo" (2,16).

E oggi guardiamo Gesù, seduto presso il pozzo che parla con la donna samaritana. Gesù prende tempo, tanto tempo, nell'ora più calda del giorno, per accompagnare il lento progressivo cammino della donna alla scoperta del suo misterioso interlocutore. Di questo dialogo vorrei sottolineare il punto di partenza, le tappe intermedie e l'esito. Il punto di partenza: la donna dice a quest'uomo che le chiede da bere: Tu sei un Giudeo, appartieni ad un popolo ostile al mio, con te non voglio parlare. Di Gesù, del Figlio di Dio, la donna coglie solo il volto umano, terribilmente umano. Dio, l'Eterno, l'Altissimo si rimpicciolisce, si rattrappisce nel tempo e nello spazio, così da essere qui e ora, si fa piccolo, si fa particolare, si presta al dialogo, a quel rapporto che tocca ogni singolo, partecipando della particolarità dell'essere umano personale, così da incontrarsi con ciascuno in maniera unica e assoluta. Quella Parola dalla quale ha avuto principio il cielo e la terra si è resa così particolare ha assunto la cadenza del dialetto del paese di Canaan. È sorprendente questo Dio che si fa così piccolo, così inatteso nella sua manifestazione. Ci ama di un amore inventivo e ci parla "bocca a bocca" come dice la Bibbia. Dio è sorprendente non solo in questo suo manifestarsi terribilmente umano, lo è altresì nella pazienza con cui accompagna il cammino della donna verso di Lui. Se notiamo bene c'è una lenta progressione nella donna. Gesù dapprima indicato solo nella sua qualifica di appartenente ad un popolo ostile, poi viene considerato un uomo grande, forse più grande del patriarca Giacobbe. E più avanti la donna pensa di avere davanti a sé un profeta, forse addirittura il Messia, l'Inviato di Dio. Infine Gesù viene riconosciuto come il Salvatore del mondo. C'è una lenta progressione nel cammino di fede come in ogni rapporto autenticamente umano.

Si crede di aver capito una persona e invece col passare degli anni ci riserva ancora sorprese, perché ogni persona è ricca di una profondità che si scopre a poco a poco, giorno dopo giorno. Gesù prende tempo per il germinare della fede della donna. Gesù non pretende tutto e subito ma accetta anche i frammenti, le approssimazioni di chi non è ancora giunto alla pienezza della fede. Non cediamo all'intolleranza e al fanatismo: rispettiamo i passi anche incerti di ogni cammino di fede. Ma la pagina evangelica è rivelazione di un Dio sorprendente per un'altra ragione: perché questo Dio parla sul cuore di una donna samaritana? Non si tratta di un dettaglio di poco conto. Samaritano, per la mentalità di allora, voleva dire bastardo e infedele, gente che si era mescolata con altre razze inquinando la purezza del sangue dei figli di Abramo e aveva compromesso la fede rigorosa nell'unico Dio. E invece con Gesù samaritano diviene modello di misericordia, ricordiamo il buon Samaritano; diviene modello di riconoscenza e gratitudine, ricordiamo il lebbroso guarito da Gesù e che unico torna a ringraziare il suo guaritore ed era un samaritano. E infine quando Gesù vorrà mostrarci il cammino di fede sosterà a lungo presso il pozzo, parlerà sul suo cuore aprendo proprio in lei, donna di molteplici e tristi amori, la sorgente dell'amore vero.

Non conosciamo il nome di questa donna: ognuno di noi può riconoscersi in lei.

 

 

 

 



torna alla homepage