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La Parola predicata


 

 

 


Anno liturgico B


omelia di don Giuseppe
nella IV domenica dopo Pentecoste
28 giugno 2009

 

Gen 18, 17-21;19, 1.12-13.15.23-29;
1Cor 6, 9-12;
Mt 22, 1-14;

Confesso una emozione nel rileggere oggi, dopo otto mesi, questa pagina evangelica che mi accompagnò nel mio ingresso in questa Parrocchia. Era il 12 ottobre. Allora mi soffermai sui crocicchi delle strade dove i servi sono mandati a chiamare tutti e sognavo una chiesa capace di andare ai crocicchi delle strade per essere voce dell'Evangelo.

Oggi, riprendendo quella pagina vorrei sostare sui due grandi simboli del convito e della veste. La Pagina evangelica risulta chiaramente dalla unione di due testi, due parabole accostate: la prima costruita attorno al simbolo del convito di nozze, la seconda al simbolo dell'abito di nozze. Il simbolo del convito è immediatamente eloquente, è simbolo universale. Prendere parte ad un banchetto vuol dire ben più che semplice nutrimento, è gesto carico di significati: convivialità, amicizia, festa, comunione tra le persone. Non stupisce allora che in tutte le tradizioni religiose il pasto comune sia usato come simbolo espressivo della comunione degli uomini con Dio, simbolo del nostro destino. Per questo, il gesto centrale della fede cristiana è un convito che noi stiamo appunto celebrando, un pasto rituale espressivo della convivialità umana e della comunione con Dio.
La parabola odierna adopera questo simbolo per indicare l'intenzione di Dio di convocare tutta l'umanità ad una festa eterna. Tutta l'umanità. Certo, i primi destinatari non hanno accolto l'invito ma i doni di Dio sono senza pentimento e quindi altri vengono invitati, anzi tutta l'umanità con un gesto di sconfinata larghezza. Buoni a cattivi, belli e brutti, anche l'ultimo e malconcio rottame umano abbandonato lungo una siepe campestre è raggiunto dall'invito: Vieni anche tu alla festa. Questo è l'Evangelo, la gioia dell'Evangelo.

I discepoli di Gesù hanno consapevolezza di dover essere anzitutto banditori di questo lieto annuncio: Dio viene e ci chiama, vuole sottrarci all'isolamento per convocarci nel suo popolo nel convito del suo Regno. Prima di qualsiasi precetto morale, prima dei comandi e dei divieti, prima di ogni altra parola deve risuonare l'invito alla gioia dell'Evangelo. Perché la sala sia stracolma e sia festa per tutti. La prima parabola si ferma qui, sulla soglia della sala affollata da una umanità che nonostante le fatiche e le brutture che ne sfigurano il volto è ormai chiamata alla gioia della comunione con Dio. Sarebbe bello fermarsi qui, sulla soglia della sala e godere la gioia che dilaga tra tutti i commensali. Perché a questa prima scena ne segue una seconda francamente spiacevole che guasta il clima festoso?

La seconda parabola si concentra su un altro simbolo: l'abito per la festa. Anche questo è simbolo universale: abbiamo abiti diversi per le diverse circostanze della vita, abiti da lavoro e abiti della festa, abiti da cerimonia e abiti casual per le occasioni meno impegnative. Il nostro modo di vestire parla di noi, manifesta i nostri sentimenti interiori. Io ricordo un giorno di 48 anni fa quando davanti all'altare mi tolsi la giacca e mi rivestii della lunga veste nera. E ricordo le parole: Ti sei spogliato dell'uomo vecchio e ti sei rivestito dell'uomo nuovo, Gesù. Così iniziavo il cammino verso il sacerdozio. Valore simbolico della veste che dice la condizione interiore dell'uomo, manifesta il suo cuore. Allora non si può stare nella festa del banchetto se il cuore, lo stile di vita non è coerente, se mancano adeguate condizioni di vita. Notiamo allora il trapasso dalla prima alla seconda scena. Dall'invito a tutti, carico di gioia e di festa al richiamo impegnativo ad avere le condizioni adeguate, coerenti con l'invito stesso.

L'accostamento di queste due parabole indica una progressiva presa di coscienza da parte della Chiesa: essa deve anzitutto diffondere a tutti il lieto appello alla comunione festosa con Dio ma al tempo stesso farsi maestra che indica gli atteggiamenti, i comportamenti, gli abiti degni di questa lieta comunione con Dio.

 

Preghiera dei fedeli

Per Ascolta, Signore, la nostra preghiera

Perché noi tuoi discepoli portiamo a tutti l'invito di Dio nostro Padre alla festosa condivisione della sua mensa…

Perché sui nostri volti vi sia sempre la gioia dell'evangelo, buona notizia per ogni uomo…

Per i nostri ragazzi, che con don Paolo, alcuni genitori e gli animatori vivranno due settimane di vita comunitaria in montagna…

Preghiamo per l'Iran dove è in atto una dura repressione: questo Paese islamico rispetti la parola del Corano "Chi salva un uomo ha salvato l'intera umanità"…

Otto bambini: Alessandro, Bianca, Chiara, Luca, Aurora, Mattia, Giacomo Marco e Giulia ricevono la bianca veste del battesimo: guidali nel cammino della vita…

Ti affidiamo Giovanni Perego che ha concluso la sua esistenza terrena…

 

 

 

 



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