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La Parola predicata


 

 

 


Anno liturgico B


omelia di don Giuseppe
nella 5ª Domenica di Avvento
11 dicembre 2011

 
Is 11, 1-10;
Eb 7, 14-17.22.25;
Gv 1, 19-27a.15c.27b-28;

Era facile per Giovanni il Battista rispondere a quanti gli chiedevano la sua identità, "Sì, sono io il Cristo, sono io il Messia atteso". Doveva essere grande l'interesse della gente nei suoi confronti. Il suo stile di vita austero, la sua predicazione infuocata, il suo coraggio nel denunciare il comportamento immorale di Erode, il sovrano, fino a subire il carcere.
E infatti a lui accorrevano le folle per il gesto di purificazione nelle acque del fiume Giordano. E attorno a Lui si erano raccolti giovani discepoli. Giovanni avrebbe potuto sfruttare a suo vantaggio il grande fascino che la sua persona esercitava sulla gente.
E invece a chi gli domanda : Sei il Cristo, cioè l'unto del Signore, il suo Inviato, oppure sei Elia o il profeta, risponde con disarmante semplicità: "Io sono voce… solo voce che nemmeno dice parole sue ma riprende antichi annunci del profeta Isaia: Rendete diritta la via del Signore".
E insiste nel dichiarare che vi è un altro, più grande di lui. Giovanni allude al vero Messia, allude a Gesù affermando che viene dopo di lui uno che è prima di lui. Vorrei sostare su questa apparente contraddizione: come può essere prima chi viene dopo? Sappiamo infatti che Gesù è nato dopo Giovanni, come può essere 'prima'?. Che cosa vuole dire Giovanni affermando che questo ancora sconosciuto Messia, Gesù, è prima di lui?

Sì, Gesù è prima, prima del Battista anzi prima di ogni uomo che viene nel mondo perché è 'da principio', perché tutto è stato creato in lui, grazie a lui, in vista di lui, niente di ciò che esiste prescinde da lui. Gesù è 'prima'. Forse questa affermazione sorprende anche noi. Pensiamo infatti che prima siano, grazie al gesto creatore, tutte le cose, il cielo e la terra, le stelle e i viventi, l'uomo e la donna. Gesù invece esisterebbe solo in un certo momento della storia umana. Non contiamo forse gli anni proprio con la sua nascita che attendiamo nel natale, appunto 2011 anni fa?.
Eppure questa affermazione di Giovanni: il Messia, Gesù di Nazareth è prima, racchiude una decisiva verità per ogni uomo e donna che è venuto, viene e verrà nell'esistenza. Lo dice con chiarezza il prologo del quarto evangelo: "Tutto è stato creato per mezzo di Lui e niente di ciò che esiste esiste senza di lui". Vuol dire allora che da sempre in Dio vi è questa intenzione: comunicarsi a noi nel Figlio, e volere che ogni uomo e donna che vengono nel mondo siano figli, come il primogenito che è Gesù.

Possiamo dire con altre parole: Dio è da sempre questo incontenibile desiderio di comunicarsi a noi e proprio nel volto umano di Gesù realizzerà questo desiderio e l'umanità, meglio ogni uomo e donna è chiamato ad essere per Dio solo figlio. Siamo soliti dire, ed è in parte vero, che esistono tre grandi religioni monoteiste: l'ebraismo, il cristianesimo e l'Islam. Ed è vero che queste tre tradizioni religiose credono, come diciamo nel Credo, "in un solo Dio" . Ma in verità Dio in cui crediamo è il Dio di Gesù Cristo, quel Dio che nessun occhio ha mai visto e che proprio nel volto umano di Gesù di Nazareth si è a noi manifestato perché ogni uomo e donna che vengono all'esistenza siano 'figli'. Questa è la stupenda verità della fede cristiana, in questo davvero lontana dalla fede islamica. Leggiamo infatti nel Corano: Dio è troppo alto per avere un figlio. Nella misteriosa parola del Battista: "Colui che viene dopo di me era prima di me", è racchiusa questa verità: da sempre in Dio creatore di tutte le cose è inscritta questa unica intenzione: che l'umanità sia una famiglia, la sua famiglia.
Quel Gesù che attendiamo nel Natale imminente è da sempre il primogenito e noi, tutti noi, tutti gli uomini e le donne nati nel tempo, fratelli nella comune umanità che è chiamata ad essere figli. Difficile dire in modo più radicale e alto il comune destino e l'eguale dignità di ogni uomo e donna. Questo è il messaggio che la Chiesa è chiamata a dare, non altro.
E per darlo in modo persuasivo sarebbe bello che lo portasse senza altri interessi, senza avanzare privilegi. Per esempio: in questa difficile congiuntura pagare l'ICI.

 

 

 

 



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