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La Parola predicata


 

 

 


Anno liturgico B


omelia di don Giuseppe
nella V domenica di Avvento

14 dicembre 2014

 

 

GESU' E' DOPO EPPURE E' PRIMA DEL BATTISTA

Sarebbe stato facile per Giovanni il Battista rispondere a quanti gli chiedevano di dichiarare la sua identità: Sì, sono io il Cristo, sono io il Messia atteso. Grande era l'interesse della gente nei suoi confronti. Il suo stile di vita austero, la sua predicazione infuocata, il suo coraggio nel denunciare il comportamento immorale di Erode, il sovrano, fino a subire il carcere. E infatti a lui accorrevano le folle per il gesto di purificazione nelle acque del fiume Giordano. E attorno a lui si erano raccolti giovani discepoli. Giovanni avrebbe potuto sfruttare a suo vantaggio il grande fascino che la sua persona esercitava sulla gente. E invece a chi gli domanda: Sei il Cristo, cioè l'Unto del Signore, il suo Inviato, oppure sei Elia o il profeta, risponde con disarmante semplicità: "Io sono voce…solo voce che nemmeno dice parole sue ma riprende antichi annunci del profeta Isaia: Rendete diritta la via del Signore. E insiste nel dichiarare che vi è un altro, più grande di lui. Giovanni allude al vero Messia, allude a Gesù affermando che viene dopo di lui uno che è prima di lui. Vorrei sostare su questa apparente contraddizione: come può essere prima uno che viene dopo? Sappiamo infatti che Gesù è nato dopo Giovanni, come può essere 'prima'? Che cosa vuole dire Giovanni affermando che questo ancora sconosciuto Messia, Gesù, è prima di lui?. Sì, Gesù è prima del Battista anzi prima di ogni uomo che viene nel mondo perché è 'da principio', perché tutto è stato creato in Lui, grazie a Lui, in vista di Lui, niente di ciò che esiste è estraneo a Lui. Gesù è 'prima'. Forse questa affermazione sorprende anche noi. Pensiamo infatti che prima siano, grazie al gesto creatore, tutte le cose, il cielo e la terra, le stelle e i viventi, l'uomo e la donna. Gesù invece esisterebbe solo in un certo momento della storia umana. Non contiamo forse gli anni proprio con la sua nascita a Betlemme, appunto 2014 anni fa. Ma la vicenda umana era iniziata ben prima, millenni prima del natale di Gesù. Eppure una decisiva verità è racchiusa in questa affermazione del Battista: Gesù di Nazareth, il Messia nato nel tempo, è prima, prima del tempo. Paolo lo dice con grande chiarezza: "Egli, Gesù, è generato prima di ogni creatura…prima di tutte le cose e tutte sussistono in Lui" (Col1,15ss). Vuol dire che in Dio, da sempre, vi è questa unica, decisiva intenzione: comunicarsi a noi nel figlio Gesù e volere che ogni uomo e donna che vengono nel mondo siano figli, come il primogenito che è Gesù. Provo a dire con altre parole questa stupenda realtà: Dio è incontenibile desiderio di comunicarsi a noi e proprio nel volto umano di Gesù realizza questo desiderio, perché ogni uomo e donna che vengono nel mondo sappiano d'esser voluti e amati come figli. Siamo soliti dire, ed è in parte vero, che esistono tre grandi religioni monoteiste: l'ebraismo, il cristianesimo e l'islam. Ed è vero che queste tre grandi tradizioni credono, come diciamo nel Credo, "in un solo Dio". Ma in verità il Dio in cui crediamo è il Dio di Gesù Cristo; quel Dio che nessun occhio ha mai visto ma che nel volto umano di Gesù di Nazareth si è a noi manifestato perché ogni uomo e donna che vengono all'esistenza sappiamo d'esser 'figli', non frutto del caso ma di uno sconfinato amore. Questa è la stupenda verità della fede cristiana, mentre leggiamo nel Corano: "Dio è troppo alto per avere un figlio". Nella misteriosa parola del Battista: "Colui che viene dopo di me era prima di me", è racchiusa questa stupenda certezza: da sempre in Dio creatore di tutte le cose è inscritta questa unica intenzione: che l'umanità sia una sola famiglia, la sua famiglia; Gesù è da sempre il primogenito e noi tutti, uomini e donne nati nel tempo prima e dopo il suo Natale, siamo fratelli nella comune umanità perché chiamati ad essere figli nel Figlio primogenito: Gesù. Difficile dire in modo più radicale e alto il comune destino e l'eguale dignità di ogni donna e uomo.

 

 

 

 



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