parrocchia - celebrazioni - omelie - cattedra - oratorio - gruppi - come albero - preti - blog - link

 

 

La Parola predicata

 

 

 


Anno liturgico A


omelia di don Giuseppe
nella VI domenica dopo Pasqua
25 maggio 2014

 

At 4,8-14
1Cor 2,12-16
Gv 14,25-29

CI BASTI IL DONO DELLO SPIRITO DI GESÙ

Questo tempo dopo la Pasqua trascorre verso la fine. La stagione terrena di Gesù volge ormai al termine e Gesù prepara i suoi all'imminente congedo. Queste parole ci riguardano da vicino perché noi non abbiamo avuto come i discepoli il dono della compagnia concreta, fisica di Gesù ed forse talvolta pensiamo: se io avessi potuto incontrare Gesù, ascoltarlo, toccarlo, camminare con Lui, sì la mia fede in Lui sarebbe ben più solida. E invece abbiamo solo le sue parole, appunto le parole che ha detto mentre era con i discepoli. E ci sembra poco, troppo poco.

Ma ecco la stupenda rivelazione racchiusa proprio nell'evangelo odierno: il tempo non condannerà all'oblio le parole di Gesù, la distanza che ci separa da Lui non offuscherà la memoria di Lui, anzi tutto ci sarà ricordato e noi saremo introdotti nell'intera verità. Protagonista di questa piena comprensione sarà lo Spirito, il Paraclito. Questo strano termine trascrive una parola greca che vuol dire "chiamato presso qualcuno" in latino advocatus cioè avvocato. Quando per la prima volta Gesù adopera questo termine lo chiarisce subito aggiungendo: "perché stia con voi sempre". Il tempo dopo Gesù non è tempo di assenza, tempo vuoto, come è vuota la casa quando una persona cara ci lascia. Il tempo dopo Gesù sarà abitato dal suo Spirito. Sottolineo il suo. Gesù è uomo riempito di Spirito santo. Il suo concepimento è opera dello Spirito Santo (Lc 1,35), è manifestato al battesimo nel Giordano come ripieno di Spirito Santo (Lc 3,22), è mosso dallo Spirito che è su di Lui, lo riempie (Lc 4,1.14.18).

Gesù 'esulta' nello Spirito (Lc 10,21), la sua condotta è guidata dallo Spirito Santo e morendo non tanto esalerà l'ultimo respiro ma emetterà lo Spirito, darà, trasmetterà il suo Spirito (Gv 19,30). Si compie così la promessa: lo Spirito infatti viene mandato nel nome di Gesù e ricorderà tutto ciò che Gesù ha detto. Vorrei sostare su questo legame tra Gesù e lo Spirito. Forse ci aiuterà a meglio comprendere questa misteriosa presenza: lo Spirito, meglio lo Spirito di Gesù. Ci è familiare la paternità di Dio che invochiamo appunto come Padre nostro. Il Figlio Gesù lo sentiamo vicino grazie alla sua storia e alle sue parole. Ma lo Spirito? Sfuggente come un soffio, un alito di vento, inafferrabile come fuoco…Ma se è lo Spirito di Gesù e se non farà che riportare alla memoria le parole di Gesù e solo le sue parole allora lo Spirito dà forma in noi al volto stesso di Gesù, quel volto che noi non abbiamo mai visto ma che lo Spirito riproduce in noi. E se lo Spirito, come promette Gesù, riporterà alla memoria e farà pienamente comprendere tutte e solo le parole di Gesù vuol dire che non dobbiamo attenderci nessuna altra rivelazione, nessuna altra parola decisiva per il nostro cammino di fede.

Naturalmente è possibile che nella sua libertà Dio anche oggi si manifesti ad un uomo, ad una donna, affidandogli un messaggio, un compito….penso a Francesco d'Assisi che riceve dal Crocifisso il compito di riparare la Chiesa in stato di abbandono. Parola, rivelazione che ha fatto di Francesco uno straordinario testimone dell'Evangelo. Ma quanto è necessario per il nostro cammino di discepoli del Signore è già racchiuso nelle parole di Gesù consegnate negli Evangeli. Lo Spirito non aggiungerà neppure una parola a quelle che Gesù ha detto. Non cerchiamo altre parole, altri messaggi, altri segreti: lasciamoci istruire dallo Spirito che ricorda tutte e solo le parole del Signore. Basta la lampada della Parola per i nostri passi finchè il Signore verrà.

 

 

 

 

 

 



torna alla homepage