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La Parola predicata


 

 

 


Anno liturgico C


omelia di don Giuseppe
nella VI domenica dopo Pasqua
5 maggio 2013

 
At 21,40b-22,22;
Eb 7,17-26;
Gv 16,12-22

FARE STRADA CON...

Nell'Evangelo di questa domenica vi è una parola di singolare intensità e bellezza: oggi vorrei sostare su quest'unica parola che, confesso, mi incanta. Se riuscirò a incantare anche voi potrò dire d'aver compiuto bene il mio servizio della Parola. Promettendo il dono dello Spirito, del suo Spirito, Gesù dice che "vi guiderà a tutta la verità". Così la traduzione che abbiamo letto. Altre traduzioni dicono: "Vi condurrà…". Guidare, condurre, ma il verbo adoperato da Gesù, tradotto con fedeltà, è un po' diverso dice: "Lo Spirito farà strada con voi fino a tutta la verità". Lo Spirito di Gesù è il grande compagno di strada, è un grande camminatore, sta al nostro fianco lungo i sentieri dell'esistenza. Lo ripeto: sono incantato da questa presenza che non sta un passo avanti conducendomi, guidandomi ma fa strada con me, accompagnandosi al mio passo, sostenendo il mio andare. Farà strada con noi fino alla verità tutt'intera. La verità tutt'intera non è anzitutto una summa dottrinale, un insieme di dogmi: la verità tutt'intera è Colui che ha detto, lui solo: "Io sono la verità". Guardiamo ad una persona prima che ad una dottrina, andiamo alla scoperta di un volto prima che al possesso di una filosofia.

Facciamo strada fino a Colui che è la verità nella sua pienezza. Vuol dire, allora, che non è nostro possesso questa verità, non ne disponiamo come di cosa nostra, magari da usare come un'arma contro chi non pensa come noi. Solo al termine della vicenda umana Dio sarà tutto in tutti, Colui che è la verità colmerà il nostro cuore e la nostra intelligenza. Solo allora…ma fino a quell'ultimo compimento tutti noi dovremo essere sempre e solo mendicanti della verità, cercatori instancabili. Con lo Spirito di Gesù, accanto a noi e noi accanto a Lui, faremo strada…Fare strada vuol dire tanti passi, uno dopo l'altro, con tenacia e pazienza. Non si raggiunge la mèta d'un balzo, scansando la fatica di mettere un piede dopo l'altro. La verità tutt'intera, meglio Colui che è la verità tutt'intera, si raggiunge solo al termine di un lungo percorso dove ogni passo è necessario, dove ogni pur piccolo frammento di verità disvela a poco a poco la verità tutt'intera, meglio quel volto tanto cercato e amato.

Bisogna allora saper apprezzare ogni pur piccolo passo, ogni pur modesto tentativo di ricerca, ogni barlume di luce. Non facciamoci giudici ma sappiamo rispettare le incertezze e le fatiche di ognuno, di quanti sono in sincera ricerca. Voglio qui ricordare un episodio dei primi secoli cristiani quando serpeggiava tra i discepoli del Signore la tentazione di far a meno del patrimonio rappresentato dalla grande cultura greca, non cristiana. Si diceva: Abbiamo Gerusalemme, non abbiamo bisogno di Atene. Giustino,martire e filosofo vissuto nel secondo secolo dopo Cristo reagì a questa tendenza fanatica. Era infatti persuaso che quella verità tutt'intera che è Cristo si può trovare ovunque: frammenti di verità, sprazzi di luce, semi del Verbo possono esser davvero trovati ovunque. Trova qui ragione l'apertura del cristiano ad ogni ricerca umana. Solo tanti passi, anche affaticati, possono portarci alla meta, a quella pienezza di verità che è al termine di un lungo itinerario.

Non so se sono riuscito a restituire il fascino di questa parola del Signore Gesù: il suo Spirito farà strada con noi. Ma basterà tendere l' orecchio per sorprendere il rumore dei suoi passi accanto ai nostri.

 

 

 

 



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