parrocchia - celebrazioni - omelie - cattedra - oratorio - gruppi - come albero - preti - blog - link

 

 

La Parola predicata


 

 

 


Anno liturgico C


omelia di don Giuseppe
nella sesta domenica
dopo Pentecoste
30 giugno 2013

 

Es 24, 3-18
Eb 8, 6-13a
Gv 19, 30-35

UN DIO ALLEATO

Un tema percorre i tre testi della liturgia odierna: il tema dell'alleanza. Questo termine ritorna ripetutamente nei primi due testi ed è decisivo anche per capire la pagina evangelica. La prima lettura descrive il rituale antichissimo di una alleanza fondata nel sangue che era considerato la sede stessa della vita. Sangue di animali versato in parte sull'altare luogo della divinità e in parte sul popolo. Così nel sangue si stringeva l'alleanza tra Dio e il suo popolo, un legame di appartenenza tenace come il sangue. Dio e il popolo diventano consanguinei. Ancora oggi, in talune culture, un patto, una alleanza trova la sua garanzia più forte unendo il proprio sangue con quello dell'alleato. Patto di sangue. E patto di sangue è quello che obbliga i figli a vendicare nel sangue il padre o il fratello o il congiunto che è stato ucciso. Ci sono regioni dove questa tremenda voce del sangue impone di vendicare nel sangue la morte violenta di un familiare. Faide di sangue, tenaci come il sangue.
L'alleanza tra Dio e il suo popolo è un patto di sangue, un vincolo sacro, come religioso, anzi sacrosanto è il legame di sangue. E infatti tutte le formule di alleanza sono formule di reciprocità: "Io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo", o ancora più brevemente: "Io per voi e voi per me". E leggiamo in 2Sam 5,1: "Vennero tutte le tribù del popolo di Israele da David in Ebron e gli dissero: Ecco noi ci consideriamo come tue ossa e tua carne". L'alleanza crea un vincolo, rende consanguinei.
Accostiamo ora alla prima lettura, a questo antichissimo rituale di alleanza mediante il sangue, il breve testo evangelico: il colpo di lancia che ferisce il fianco di Gesù ormai morto sulla croce: "e subito ne uscì sangue e acqua". Sappiamo che l'evangelista Giovanni non è tanto preoccupato di darci la cronaca degli avvenimenti, ma attraverso anche piccoli dettagli vuole restituirci il senso profondo degli eventi. Sangue e acqua sono stati letti dalla tradizione cristiana come simboli della nuova vita che sgorga dal fianco di Cristo crocifisso. Un fiotto di vita sgorga da questo povero cadavere appeso al patibolo.
Sta qui il paradosso di questa morte che è principio di vita. Come dal primo uomo, Adamo dormiente, è stata tratta la donna madre di tutti i viventi, così dal fianco di Cristo avvolto dal sonno della morte, nasce la chiesa attraverso i due gesti dell'acqua battesimale e del sangue eucaristico. Diventano così pienamente comprensibili le parole con le quali, l'ultima sera della sua vita, prendendo nelle sue mani il calice del vino Gesù dice: "Bevetene tutti perché questo è il mio sangue dell'alleanza" (Mt 26,27); "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi" (Lc 22,20). Le parole di Gesù riprendono quelle di Mosé ma con una decisiva variante: là era il sangue di animali che doveva dare forza all'alleanza, qui è il sangue di Cristo, cioè il dono incondizionato di sé, il suo amore che conferma irrevocabilmente l'alleanza tra Dio e l'intera umanità.
Ma che cosa è una alleanza?
Solitamente si pensa a un patto, a un accordo bilaterale: fanno Alleanza due Paesi per mettere fine alle ostilità o per perseguire interessi comuni, per unire le proprie forze contro un nemico comune.
Nella tradizione ebraica e poi cristiana l'alleanza è iniziativa unilaterale di Dio che sceglie un uomo, Abramo, e si lega alla sua discendenza. Questa alleanza non nasce tra due contraenti su un piano di parità ma nasce dalla unilaterale, gratuita , spontanea decisione di Dio. Come leggiamo in Deuteronomio 7,7: "Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli, ma perché il Signore vi ama". Non sono le nostre qualità, i nostri meriti che inducono Dio a fare alleanza con noi, è solo il suo amore, gratuito.
La parola dell'Alleanza è semplice ma straordinaria: Io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo. Io per voi e voi per me. Ma non è forse questa la sigla di ogni patto di amicizia e di amore? Io per te e tu per me.
Quanti uomini e quante donne hanno pronunciato questa parola e hanno fatto alleanza per i giorni lieti e per quelli tristi, nella salute e nella malattia finchè la morte non li separi. E si sono scambiati un anello in pegno di alleanza. Noi chiamiamo 'fede' questo anello perchè esprime la fede reciproca, l'affidarsi l'uno nelle braccia dell'altro. Nella lingua francese l'anello nuziale, la fede, si chiama 'alliance' alleanza.
Io per te e tu per me.

 

 

 

 



torna alla homepage