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La Parola predicata


 

 

 


Anno liturgico C


omelia di don Giuseppe
nella domenica
della Dedicazione
20 ottobre 2013

 

1Pt 2, 4-10
Eb 13, 15-17.20-21
Lc 6, 43-48

DEDICAZIONE DEL DUOMO

Il venti ottobre 1577 san Carlo celebrava la dedicazione del nostro Duomo. Diventava dimora di Dio nel cuore della città e casa per il popolo di Dio il magnifico edificio iniziato due secoli prima e che sarà completato con la facciata solo nel 1814. Più di quattrocento anni per quella che i milanesi chiamano 'la fabbrica del Duomo'. L'evangelo di questa domenica presentando un uomo che costruisce la sua casa su solida roccia ci ricorda che nostra roccia, nostro unico fondamento è Dio stesso. "Egli è la roccia" (Dt 32,4) e il Salmo 91,16 lo invoca "mia Roccia". La scelta di questo simbolo roccioso in questa domenica che è festa della nostra Chiesa ambrosiana che ha nel Duomo il suo centro e il suo cuore, ci ricorda questa semplicissima verità: la Chiesa ha come suo unico fondamento Gesù Cristo, la pietra angolare. Quando diciamo 'Chiesa' il pensiero corre, credo, immediatamente a Roma a papa Francesco. In verità, dicendo 'Chiesa' dovremmo volgerci anzitutto alla nostra chiesa locale o particolare. Secondo l'insegnamento del Concilio la Chiesa avviene, cioè si realizza interamente e pienamente là dove un vescovo, successore degli Apostoli, raccoglie una comunità annunciando l'Evangelo e celebrando l'Eucaristia. Scrive il Concilio: "In ogni chiesa locale, per quanto piccola e dispersa è presente Cristo, per virtù del quale si raccoglie la Chiesa una, santa , cattolica e apostolica" (L.G.26). Per noi che abitiamo questo territorio la chiesa è questa santa chiesa ambrosiana, chiesa di Ambrogio e di Carlo Borromeo, chiesa del cardinale Schuster, difensore di Milano dalla minacciata distruzione nazista, chiesa di Carlo Maria Martini indimenticabile testimone dell'Evangelo e del dialogo, chiesa di Dionigi Tettamanzi pastore amabile e sollecito e oggi chiesa di Angelo Scola. La chiesa di Milano ha avuto grandi pastori ma non dimentichiamo che l'unico grande Pastore è Gesù e che la roccia - fondamento della chiesa è ancora Lui, il Signore Gesù. Questo vuol dire che la Chiesa non ha parole sue da dire ma deve solo instancabilmente annunciare l'Evangelo. Papa Francesco lo ha ricordato con efficacia con queste parole dette in piazza san Pietro: "Gesù, questo è importante. Se andiamo avanti grazie all'organizzazione, ad altre cose, anche belle, ma senza Gesù allora non andiamo avanti, e questo non va bene. Niente è più importante di Gesù. Ora voglio farvi un piccolo rimprovero, con spirito fraterno, tra noi. Avete tutti gridato, qui sulla piazza: "Francesco, Francesco, papa Francesco". Ma Gesù dov'era? Avrei voluto che voi gridaste: "Gesù, Gesù è il Signore ed è veramente in mezzo a noi". Da adesso in poi non gridate più "Francesco" ma "Gesù". Una chiesa tutta concentrata su Gesù, unica roccia fondamento della nostra vita. E come ci ricorda ancora papa Francesco: "Seguire Gesù vuol dire imparare a uscire da noi stessi per andare incontro agli altri, per andare verso le periferie dell'esistenza, fare il primo passo verso i nostri fratelli e le nostre sorelle, in particolare quelli che sono più lontani, quelli che sono dimenticati, quelli che hanno più bisogno di comprensione, di conforto, di aiuto. Vi è tanto bisogno di portare la presenza viva di Gesù misericordioso e ricco di amore. Seguire, accompagnare il Cristo, rimanere con Lui vuol dire 'uscire', uscire…Uscire da se stessi, da un modo di vivere la fede stanca e ripetitiva, dalla tentazione di chiudersi nei propri schemi che finiscono per chiudere l'orizzonte dell'azione creativa di Dio. Uscire sempre! E questo con amore e con la tenerezza di Dio, con rispetto e pazienza ma sapendo che siamo noi che mettiamo mani, piedi e cuore ma è Dio che ci guida e rende feconde tutte le nostre azioni". (Udienza generale, 27 marzo 2013). Mi accorgo che in questa festa tutta milanese e ambrosiana ho fatto parlare il vescovo di Roma, papa Francesco. Ma lo diceva già il nostro Padre Ambrogio: Dove è Pietro (oggi aggiungiamo:e il suo successore Francesco), lì è la chiesa di Milano.

 

 

 

 



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