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La Parola predicata


 

 

 


Anno liturgico B


omelia di don Giuseppe
nella festa dell'Immacolata
Concezione di Maria

8 dicembre 2014

 

 

MARIA RICOLMATA DI GRAZIA

Breve l'evangelo di questa festa dell'Immacolata: inizio del racconto dell'Annuncio dell'Angelo a Maria. La narrazione si ferma alle prime parole dell'Angelo che conosciamo bene: sono diventate le prime parole della preghiera più familiare al popolo cristiano: Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te…Così diciamo noi, ma così non ha detto l'Angelo e finalmente la nuova traduzione ci restituisce correttamente le parole dell'Angelo: non un semplice saluto, Ave, una sorta di 'Buon giorno' ma: 'Rallegrati…' invito alla gioia, rallegrati. E Maria udendo questa parola vi ha sentito l'eco delle parole dei profeti che annunciavano a Gerusalemme, al popolo di Israele, la venuta del Messia: Gioisci, figlia di Sion, il Signore re d'Israele è in mezzo a te…Rallegrati Gerusalemme, ecco il tuo re viene a te. La promessa di Dio di abitare in Gerusalemme, nel suo popolo, adesso si realizza ma non nella città santa, non nel magnifico Tempio ma nel corpo di questa ragazza. E' come se l'intera storia di Israele e dell'umanità, la secolare attesa del salvatore promesso si raccogliesse nel piccolo utero di questa giovane donna. Maria riassume in sé l'attesa dell'umanità. Antichi scrittori cristiani amavano giocare sui due termini grembo(koilìa) e cielo(koilon) che nella lingua greca sono quasi identici: il grembo di Maria diventa il cielo, il cielo abita il grembo di Maria. E la gioia può dilagare perché l'attesa si compie, il Signore viene, è con noi. Ma l'Angelo non dice: Rallegrati, Maria. Non si rivolge a lei chiamandola con il suo nome, nome assai comune e che molte donne portavano; il nome Maria scompare sostituito da un nuovo nome: piena di grazia, traduzione non esattissima perchè dà l'impressione che questa giovane donna sia la sorgente della grazia. Meglio sarebbe tradurre: ricolmata, riempita di grazia. E' Dio che fà di Maria il suo capolavoro, ricolmandola della sua grazia, della sua benevolenza. Queste due parole: Rallegrati, ricolmata di grazia, sono una singolare sintesi dell'intero Evangelo: invito alla gioia perché Dio ricolma di grazia, del suo amore gratuito, spontaneo questa creatura, Maria madre di Cristo, perché ogni uomo e ogni donna sia benedetto, scelto, predestinato ad essere suo figlio. Certo, Maria che oggi chiamiamo Immacolata, è così ricolma della grazia , del favore di Dio da non conoscere alcuna ombra di peccato, ma come abbiamo letto nel testo di Paolo anche noi siamo chiamati ad essere "santi e immacolati di fronte a Lui nella carità" e questo per grazia, per libera e gratuita benevolenza di Dio. Eppure più facilmente si pensa che la vita cristiana non sia contagiata dalla gioia ma piuttosto segnata dall'adempimento oneroso del dovere, pena il castigo di Dio. Il senso di colpa più che la gioia per la grazia di Dio abita le nostre coscienze. L'appello morale è senza dubbio importante e proprio in questi giorni particolarmente urgente, ma la vita cristiana prima d'esser dovere è grazia, dono appunto di vita nuova. Questo nuovo nome di Maria, ricolmata di grazia, non appartiene allora esclusivamente a Lei, è vero anche per ogni uomo e donna oggetto della benevolenza di Dio, ricolmato della sua grazia. Ancora una volta scopriamo che il Vangelo prima di ogni prescrizione è lieto annuncio: Dio si è fatto vicino, così vicino che possiamo accarezzare il grembo che lo racchiude. Proprio perché raggiunti, ricolmati di questa benevolenza, di questo amore, ognuno di noi è chiamato a tentare di tradurre nei suoi comportamenti questa benevolenza che senza alcun nostro merito ci avvolge. Certo in Maria questo dono di grazia esclude qualsiasi traccia del peccato: immacolata fin dal primo istante della sua esistenza, una esistenza liberamente e perdutamente aperta a Dio, senza alcuna ombra. Non così per noi, eppure ogni uomo e donna, amato da Dio, salvato dalla sua grazia può tentare di scrivere nei suoi giorni fragili la certezza che oggi risplende in questa giovane donna e che illumina ogni esistenza, anche la più malconcia: tutto è grazia.

 

 

 

 



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