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La Parola predicata

 

 

 


Anno liturgico A


omelia di don Giuseppe
nella Domenica di Pasqua
20 aprile2014

 

At 1,1-8a
1Cor 15, 3-10a
Gv 20, 11-18

DOMENICA DI PASQUA

Chi è questa donna, Maria di Magdala, il nome del suo villaggio, la prima persona alla quale Gesù risorto si manifesta?
Ne parla Luca 8,10-3. E' una donna che è stata guarita da Gesù. L'evangelista precisa che da lei "erano usciti sette demoni" come a sottolineare la gravità della sua condizione. Una volta guarita Maria segue Gesù e i discepoli assistendoli con i suoi beni, insieme con altre donne. Una decisione per Gesù che rivela il carattere risoluto di questa donna e che la porta ad essere presente sotto la croce (Gv 19, 25).
Quando tutti i discepoli, ad eccezione di Giovanni, fuggono per non esser coinvolti in quella esecuzione capitale, Maria di Magdala è lì: coraggiosa, profondamente legata a Gesù, fino all'ultimo respiro.. Ma ancora il temperamento di questa donna appare proprio nella pagina odierna: notiamo il suo andare all'alba, quando è ancora buio, alla tomba per onorare il cadavere e poi il pianto. Piccoli indizi che svelano il profondo legame tra questa donna e Gesù, la sua dedizione, il suo amore appassionato per chi l'ha guarita. Ma la pagina evangelica racchiude un dettaglio di stupenda bellezza. Perché Gesù deve dire: Non mi trattenere? Purtroppo per secoli una scorretta traduzione ha messo sulle labbra di Gesù una parola diversa: Non mi toccare. E infatti le raffigurazioni di questa scena mostrano Maria che si protende verso il Risorto e Gesù che si ritrae con un gesto che mette distanza tra Lui e la donna. Ma se Gesù dice: Non mi trattenere, non è azzardato immaginare che Maria si sia gettata verso di lui ad abbracciarne le ginocchia, gesto allora consueto di grande rispetto e di intenso amore. Così possiamo immaginare questo incontro nell'incerto chiarore dell'alba. E' bello che il primo contatto tra il Risorto e la nostra umanità sia questo abbraccio tra Maria e Gesù. Il corpo del Risorto trasmette a Maria e all'umanità la forza della vita risorta, quasi un contagio di novità anche per i nostri corpi mortali ma chiamati alla risurrezione. Notiamo la domanda di Gesù a Maria: Donna, chi cerchi? E' la stessa domanda rivolta, all'inizio del vangelo, da Gesù ai due discepoli del Battista che lo seguono. Il quarto Evangelo si apre e si chiude con la medesima domanda: Chi cercate? Chi cerchi? Possiamo dire che l'evangelo è per uomini e donne che cercano. Ancora, notiamo l'incapacità di Maria a riconoscere Gesù. Il volto del Maestro era certo profondamente impresso nella sua memoria eppure i suoi occhi, pieni di pianto, non lo riconoscono perché Maria cerca solo un cadavere, non è ancora pronta ad accogliere l'annuncio della risurrezione. Il Risorto può esser visto solo con gli occhi della fede. Ma quando Gesù la chiama per nome avviene il riconoscimento. Ancora una volta è la parola, prima ancora che la visione, a destare la fede. Anche per noi: è l'ascolto della sua Parola che può farci riconoscere la presenza del Vivente. E, infine, incontrare il Risorto vuol dire non tanto sostare con lui ma andare e portare la grande notizia. Maria di Magdala la prima ad incontrare il Risorto, la prima testimone della Pasqua, potremmo dire la prima evangelista, perché l'evangelo è tutto in questa vertiginosa parola: l'uomo della croce è il Vivente. E proprio questa parola che in questa notte è nuovamente risuonata nei nostri cuori è giunta fino a noi dalle labbra di questa donna.

 

 

 

 

 



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