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La Parola predicata


 

 

 


Anno liturgico C


omelia di don Giuseppe
nella festa della Santa Famiglia
di Gesù, Maria e Giuseppe
domenica
27 gennaio 2013

 
Sir 44, 23-45,1a.2-5;
Ef 5, 33-6,4;
Mt 2, 19-23

UNA FAMIGLIA IN FUGA

In questa domenica, a poco più di un mese dal Natale, noi ambrosiani celebriamo la santa Famiglia di Nazareth, quella piccola famiglia nella quale il Figlio di Dio ha voluto nascere e vivere per gran parte della sua esistenza terrena, una trentina dei suoi trentatre anni di vita. Ed è già significativo che Gesù abbia scelto di trascorrere gran parte dei suoi anni nascosto dentro il vissuto quotidiano di una famiglia. Questo lungo tempo viene infatti indicato come la vita nascosta di Gesù a Nazareth. Una vita nascosta nella trama quotidiana di giorni tutti uguali, senza avvenimenti significativi. Di quei lunghi anni non sappiamo quasi nulla. Più esattamente. L'evangelista Luca riferisce il primo pellegrinaggio di Gesù dodicenne con Maria e Giuseppe a Gerusalemme. All'insaputa dei genitori Gesù rimane nel Tempio dove, dopo tre giorni, viene ritrovato e dove pronuncia una parola misteriosa, forse impertinente: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo essere nelle cose di mio Padre?". Una risposta che, a prima vista meriterebbe un ceffone, una risposta che né Maria né Giuseppe capiscono. Il futuro di quel ragazzo, il senso della sua vita sfugge ai suoi Genitori.

Dopo questo episodio più nulla, per quasi vent'anni solo lavoro, ordinaria routine di una esistenza qualsiasi. Gesù ha davvero voluto nascondersi nella normalità del nostro vivere quotidiano. Di quegli anni l'evangelista Matteo ci ha conservato un altro episodio, quello che leggiamo nell'Evangelo di oggi: non un pellegrinaggio festoso alla volta della Città Santa ma una fuga verso l'Egitto per sottrarsi alla furia omicida di Erode e il ritorno in patria una volta cessato il pericolo. Gesù non solo ha condiviso con Maria e Giuseppe la nostra vita quotidiana, ha condiviso anche le sofferenze che segnano la vita delle famiglie, in particolare di quanti sono costretti a lasciare la loro terra per sottrarsi a guerre, persecuzioni, miseria. È una storia dolorosa che dura da millenni e che ha visto tanti italiani, nel secolo scorso, emigrare alla ricerca di pane e lavoro. Siamo stati un popolo di emigranti, è bene non dimenticarlo in questi nostri anni che vedono nuovi emigranti arrivare con ogni mezzo nel nostro Paese lasciandosi alle spalle terre devastate da guerre e miseria. Anche Gesù, con Maria e Giuseppe avrebbe conosciuto nei suoi primi mesi di vita, la fuga verso un Paese straniero ma ospitale. Così racconta l'evangelista Matteo ma è davvero difficile stabilire la storicità di questa fuga in Egitto. Il racconto infatti sembra costruito sulla falsariga della discesa in terra d'Egitto del popolo di Israele. Lì i discendenti di Abramo avevano patito la schiavitù, da lì Mosè li aveva tratti verso la libertà della Terra promessa. Forse la cosiddetta fuga in Egitto di Gesù, Maria e Giuseppe più che un fatto storicamente accaduto è un modo per dire che Gesù rivive la storia del suo popolo, le sofferenze e il cammino verso la libertà del suo popolo. Gesù nuovo Mosè.

La scelta di questa pagina per l'odierna festa della Santa famiglia ci ricorda che la famiglia, quella di Gesù, Maria e Giuseppe e tutte le famiglie sono il primo luogo dove portando gli uni i pesi degli altri, si impara ad amare veramente. Proprio in questi anni di crisi scopriamo il ruolo insostituibile della famiglia che sa scrivere storie meravigliose di accoglienza per i piccoli nella forma dell'affido e dell'adozione, per i giovani che non hanno lavoro e non possono metter su casa, per gli anziani altrimenti destinati all'anonimato degli Istituti geriatrici o di ricovero. Davvero non so se Giuseppe e Maria con il piccolo Gesù hanno preso la strada della fuga in Egitto attraversando regioni che oggi sono terreno di conflitto tra Israeliani e Palestinesi. Non lo so ma sono sicuro che tra le centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini che su inaffidabili imbarcazioni o nascosti dentro containers arrivano da noi fuggendo a tutti costi dalla miseria e dalle guerre ci sono tre poveretti che rispondono ai nomi di Giuseppe, Maria e Gesù.

 

 

 

 



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