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La Parola predicata


 

 

 


Anno liturgico C


omelia di don Giuseppe
nella domenica delle Palme
domenica 28 marzo
2010

 
Is 52,13-53,12;
Eb 12,1b-3;
Gv 11,55-12,11.

Sulla soglia della settimana santa la liturgia ci propone una pagina carica di valore simbolico: al centro della scena è Gesù, ai suoi piedi una donna compie un gesto di straordinaria tenerezza verso il corpo di Gesù. Sullo sfondo le critiche, interessate, di Giuda. Infine una parola impegnativa di Gesù che elogia il gesto della donna. Notiamo come questa scena, con alcune varianti, sia ripresa da tutti e quattro gli evangelisti, segno che doveva avere un posto di rilievo nella predicazione primitiva. Marco 14,3-9 e Matteo 26, 6-13 raccontano un’unzione di Gesù a Betania da parte di una donna di cui non si dice il nome, proprio prima della morte di Gesù. Luca 7, 36-38 parla di una donna, una prostituta, che in Galilea unge il corpo di Gesù. Infine la pagina che abbiamo letto attribuisce a Maria di Betania l’unzione dei piedi di Gesù con un costosissimo profumo.

Viene alla mente un’altra scena sempre nella casa di Betania: Gesù è al centro, ai suoi piedi Maria ne ascolta le parole. Anche in questo caso non mancano le critiche al comportamento di Maria da parte della sorella Marta (Lc 10,38-42). Notiamo le analogie tra le due scene: Gesù è al centro, per lui si può “perdere” molto tempo, per lui si può “sprecare” tanto costoso profumo. In entrambe le scene il comportamento della donna, è sempre Maria di Betania, totalmente assorbita dalla persona di Gesù, non è capito anzi è pesantemente criticato. Marta vorrebbe che la sorella la aiutasse nelle faccende di casa invece di stare ai piedi di Gesù in ascolto; Giuda vorrebbe che il costoso profumo venisse venduto per dare il ricavato ai poveri. Una vita dominata dalla centralità di Gesù, segnata dalla dedizione esclusiva per lui, per la sua parola, per la sua persona, questa scelta non è compresa. Sembra scelta irresponsabile che carica sulle spalle degli altri i compiti della vita quotidiana, sembra una scelta irresponsabile che spreca risorse che potrebbero esser meglio utilizzate. Non tutti capiscono e apprezzano la scelta di uomini e donne che dedicano tutt’intera la loro esistenza all’Evangelo. Forse non tutti capiscono e apprezzano un tempo come la settimana santa che stiamo iniziando, un tempo dedicato alla contemplazione del Signore Gesù nel suo cammino di passione, morte, risurrezione.

Forse anche noi facciamo fatica a mettere in questi giorni Gesù al centro. In entrambe le scene, Gesù ha una parola chiara di apprezzamento per la scelta della donna. Mettere Gesù al centro è la scelta migliore che si possa compiere. Questa pagina è di imbarazzante bellezza. Imbarazzante, perché questo gesto femminile di tenerezza per il corpo di Gesù non ci è familiare. Il gesto del profumo è chiaramente simbolico. Il profumo è simbolo dell’amore. Canta la Sposa del Cantico dei Cantici: «Il mio diletto è come un sacchetto di profumi, è aroma prezioso». Il gesto del cospargere di profumo il corpo, nella cultura orientale, è gesto di accoglienza, segno di attenzione per la persona al limite dello spreco, perché la persona vale più di ogni altra cosa, ha valore inestimabile. Vorrei oggi, imitando lo stile di Maria di Betania, curvarmi sul corpo, quello di Gesù e quello di ogni essere umano, per onorarlo. Una lunga tradizione spiritualistica ci ha resi esitanti nei confronti del corpo. Si è soliti dire: Bisogna salvare l’anima! Il corpo è stato spesso considerato un fardello ingombrante e pesante soprattutto col passare degli anni e il sopraggiungere degli acciacchi. Siamo soliti dire: Io ho un corpo, non diciamo invece come sarebbe giusto: Io sono il mio corpo, perché il corpo decide della mia persona. Infatti attraverso il corpo passano i sentimenti più intensi e profondi. Già una semplice stretta di mano può comunicare l’intensità di un rapporto. E poi un abbraccio, un bacio. Quanta tenerezza passa attraverso le carezze che delicatamente sfiorano la nostra pelle. Quanta dolcezza nel gesto di stringere il corpo di un neonato. E quanta complicità negli sguardi delle persone che si vogliono bene. E grazie ai corpi dell’uomo e della donna si esprime la forza e la tenerezza dell’amore umano.

L’apostolo Paolo ha una parola che troppo poco noi conosciamo: «Glorificate Dio nei vostri corpi», fate dei vostri corpi il luogo, il mezzo per manifestare la bellezza di Dio e del suo amore. Eppure i giornali di questi ultimi mesi sono pieni di squallide notizie dove i corpi, soprattutto femminili, sono sfruttati. Uomini con responsabilità pubbliche hanno adoperato questi corpi come merce di scambio, come oggetti di sfruttamento. E ancora più gravi i troppo numerosi episodi di abuso sui minori da parte di uomini di Chiesa. La nostra Madre Chiesa vive un momento davvero angoscioso che taluni sfruttano per coinvolgere anche il papa Benedetto. Purtroppo bisogna riconoscere che vi sono stati silenzi colpevoli che hanno nascosto invece di portare alla luce episodi squallidi. Certo, si deve compiere un serio esame di coscienza che investa la formazione dei futuri sacerdoti e il loro equilibro umano e affettivo. Riconosciamo che vi è un clima, un modo di considerare il corpo non già come mezzo di relazione umana carica di amore, ma solo come espediente per ottenere favori, fare carriera, soddisfare voglie umilianti per chi le subisce e per chi le impone. Nella redazione di Luca, Gesù dice che questo gesto è opera bella. Ha la bellezza dei gesti gratuiti, non dettati da calcolo di interesse, da tornaconto, perché la persona vale più di ogni altra cosa e per Lei si può “sprecare” un costoso profumo, per amore della persona si può “sprecare” l’intera vita.
Ma davvero non è uno spreco.


Preghiera dei fedeli

Signore ti preghiamo, ascoltaci.

Nel segno di questi rami di ulivo, fa' di noi strumenti della tua pace …

Per quanti portano sulle spalle la pesante croce della sofferenza e della solitudine, ti sentano compagno della loro fatica …

Per il nostro Paese, perché partecipiamo con il voto alla costruzione di una convivenza solidale …

Piero, Jacobi, Fabio, Sofia, Daniele e Carla Julia hanno ricevuto il battesimo, accompagnali nel cammino della vita …

Carla Teresa Lattuada, Ugo Cami e Luigia Guerreri, al termine dei loro giorni, trovino riposo eterno in te …

 

 

 

 



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